Il Megalotto 3 della Statale Jonica 106, arteria fondamentale per tutto il Sud Italia, ha visto il completamento dei viadotti di Castiglione e Satanasso in Calabria. L’opera commissionata da Anas apporterà un beneficio enorme per la mobilità di tutte le regioni del Sud perché si tratta di un’arteria statale di importante collegamento infrastrutturale: dalla Campania alla Puglia, dalla Calabria alla Basilicata. È, inoltre, una via di accesso importante per chi deve recarsi in Sicilia. I cantieri di lavoro, gestiti dall’autorevole azienda Webuild che sta realizzando l’opera, procedono spediti con l’obiettivo di portare a termine l’intera opera entro il 2026: nei 27 cantieri sono attualmente coinvolte 1.500 persone e 250 fornitori.
Il valore complessivo del Megalotto 3 ammonta a circa 1 miliardo di euro, mentre il valore complessivo dell’opera è di oltre 1,3 miliardi. L’infrastruttura andrà a completare il varo dei viadotti di Satanasso e Castiglione portando al 28% il totale dei lavori realizzati in ben 27 cantieri per la strada che in Calabria collegherà l’area di Sibari con Roseto Capo Spulico. Cantieri al lavoro in modo intensivo, con una produzione che registra circa sei mesi di anticipo rispetto ai tempi previsti dal cronoprogramma dei lavori di contratto, concentrati sullo scavo di due gallerie naturali, la Trebisacce e la Roseto 1, rispettivamente di circa 3,5km e 1,2km.
Tutto questo per la costruzione di un’opera, commissionata da Anas, che si configura come uno degli elementi chiave di trasformazione del Corridoio Jonico in una infrastruttura stradale di grande comunicazione dei litorali ionici della Calabria, della Basilicata e della Puglia. Trentotto chilometri per chiudere un anello tra gli assi autostradali A14 e A2, e mettere in comunicazione i tre versanti costieri di Jonio, Tirreno ed Adriatico, attraverso strade a elevato scorrimento. Tre mari, con le loro città, gli scambi culturali, gli intensi traffici commerciali saranno finalmente avvicinati grazie alla realizzazione dell’ultimo tratto mancante di questa arteria.
Chi è WeBuild: l’azienda con 116 anni di esperienza ingegneristica applicata in 50 paesi
Webuild, il nuovo Gruppo che nasce nel 2020 da Salini Impregilo, è uno dei maggiori global player nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse per la mobilità sostenibile (ferrovie, metro, ponti, strade, porti), l’energia idroelettrica (dighe a scopo energetico, impianti idroelettrici), l’acqua (Impianti di depurazione, dissalatori, gestione acque reflue, dighe a scopo potabile e irriguo), edifici green (edifici civili e industriali, aeroporti, stadi e ospedali), supportando i clienti nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile – SDG definiti dalle Nazioni Unite. Il Gruppo è l’espressione di 116 anni di esperienza ingegneristica applicata in 50 paesi, con 80.000 dipendenti tra diretti e indiretti, di oltre 100 nazionalità.
Tra i progetti iconici realizzati o in corso, la Linea 4 della Metro di Milano, una tratta della Linea 16 del Grand Paris Express, il Cityringen di Copenhagen, lo skytrain della Sydney Metro Northwest in Australia, la Red Line North Underground a Doha, la Linea 3 della Metro di Riyadh; nuove tratte ferroviarie ad alta velocità in Italia; il nuovo Ponte Genova San Giorgio in Italia e il Long Beach International Gateway Bridge a Long Beach, in California; il progetto di espansione del Canale di Panama; l’impianto idroelettrico Snowy 2.0 in Australia; la diga di Rogun in Tajikistan; l’Anacostia River Tunnel e il Northeast Boundary Tunnel a Washington, D.C.; lo stadio Al Bayt, che ospiterà la coppa del mondo del 2022 in Qatar. A fine 2021, il Gruppo ha registrato un portafoglio ordini totale di €45,4 miliardi, con il 92% del backlog costruzioni relativo a progetti legati all’avanzamento di obiettivi SDG. Webuild, soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Salini Costruttori S.p.A., ha sede in Italia ed è quotata presso la Borsa di Milano (Borsa Italiana: WBD; Reuters: WBD.MI; Bloomberg: WBD:IM).

