Una strage infinita, quella sulla Statale Jonica 106, che non sembra trovare soluzione. Negli ultimi 25 anni qui sono morte 700 persone. Le ultime due arrivavano dal Palermitano: Claudia Ferrari, 56enne (che risulta residente a Cosenza), e Giacomo Belfiore, 57enne. La coppia, marito e moglie, ha perso la vita domenica, nel primo pomeriggio, in un pauroso incidente. Un episodio tragico, le cui immagini hanno fatto il giro d’Italia. L’immagine del cagnolino morto, esanime sull’asfalto, sono il simbolo di un dramma a cui non si può restare impassibili. “Non è una strada, è un cimitero. Ho provato tanto dolore, perché proprio domenica sono tre mesi che mio figlio Luca manca da casa. Nessuno fa niente per questo tratto, ma io voglio giustizia per mio figlio”, commenta la vicenda la madre di Luca Laudone, 19enne deceduto anche lui in seguito ad un incidente avvenuto sulla strada della morte.
“Il guard rail è stato sistemato soltanto dopo la morte di mio figlio. E’ normale che si debba aspettare la tragedia prima di risolvere i problemi?”, commenta ai microfoni del Tg3 il padre della giovane vittima. “Il fatto che un dirigente Anas abbia il coraggio di venire in trasmissione per dirci che esiste un piano di manutenzione per rendere percorribile in sicurezza la strada, di fronte a quello che abbiamo ascoltato dai parenti delle vittime, stride con la realtà. Una signora ha confessato di essere passata a distanza di un anno e di essersi trovata di fronte gli incidenti in entrambi i casi. Ci sono centinaia di famiglie che perdono i loro figli, con quale coraggio si può dire che si sta facendo, si sta predisponendo?”, ha affermato Fabio Pugliese (esperto della Statale 106 “Jonica” in Calabria che lotta contro le ingiustizie e le disuguaglianze) in risposta all’intervento di Antonio Scalamandrè, responsabile Anas su Coordinamento Progettazione.
Il rappresentante Anas ha dato un elenco di grandi investimenti previsti sull’area, aggiungendo i tratti in cui si opererà con manutenzione sia ordinaria che straordinaria. I lavori interesseranno soprattutto il lotto tra Sibari e Roseto Capo Spulico e il raddoppio della galleria di Palizzi. “Una volta c’erano i soldi, ma mancavano i progetti – ribadisce ancora Pugliese – . Così nel 2001 hanno fatto dei lotti spendendo una valanga di soldi in progettazioni per i lotti da Sibari a Reggio Calabria. Ma una volta che sono arrivati i progetti, a quel punto non c’erano i soldi, perché costavano miliardi per essere realizzati. Adesso dopo 20 anni, invece di mettere i soldi, hanno voluto rifare progetti che siano più sostenibili. Bisogna dire la verità ai cittadini calabresi e si deve intervenire subito sui punti più a rischio”.
