“Il Ponte sullo Stretto io lo vedo molto bene, al punto tale che senza di esso non ci sia futuro per l’intero Sud”. E’ quanto ha affermato il Prof. Enzo Siviero, ai microfoni di AgrigentoOggi, a margine di un incontro organizzato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento. Il Rettore dell’università eCampus di Padova ed esperto internazionale di ponti, è da sempre coinvolto sulla realizzazione dell’opera che dovrebbe sorgere tra le sponde di Messina e Reggio Calabria. “L’infrastruttura non deve essere pensata solo come un collegamento tra le due città dello Stretto, perché connetterebbe l’Italia con la Sicilia, ma soprattutto connette l’Europa con l’Africa – prosegue Siviero – . Bisogna immaginare la dimensione geo-strategica del continente africano, che nei prossimi decenni vedrà raddoppiare la propria popolazione. Il mercato futuro è lì, ci sono paesi ricchissimi, e quando cesseranno le guerre non ci sarà niente per nessuno”.
La Sicilia “è un molo sul Mediterraneo, potrebbe essere la piattaforma logistica e la porta verso l’Africa”. Da questo punto di vista, per l’Ingegnere Enzo Siviero, il tassello che manca è il Ponte sullo Stretto: “l’unica soluzione praticabile è quella del progetto già esistente, approvato, che il Governo potrebbe prendere in considerazione ma non ha il coraggio di decidere. E’ per questo che prima si inventano il tunnel, poi si inventano il ponte a tre campate, una soluzione impossibile sul piano tecnico ed economico. Il progetto del Ponte di Messina a tre campate sconquasserebbe tutto il territorio, non è studiato, bisognerebbe cominciare da zero, quindi basta prese per i fondelli. La gara per l’affidamento di questo studio di fattibilità da cinquanta milioni non è ancora partita, stanno preparando le carte, poi partiranno gli studi che prevedono almeno un anno di lavoro. Ciò significa che passeranno altri due anni. Ma intanto cambierà il Governo e a quel punto si farà l’opera. L’unica speranza è questa”.
Ai detrattori del Ponte sullo Stretto, che ritengono sia “necessario prima costruire le strade”, Siviero risponde in maniera chiara: “con il benaltrismo non si va da nessuna parte. Quando Monti ha cancellato il Ponte i due miliardi destinati all’opera sono finiti al Nord e per il Sud non è rimasto nulla. Adesso c’è la possibilità di fare sia uno che l’altro. E questo va perseguito coraggiosamente fino in fondo. Il Ponte si deve fare. L’Alta velocità che adesso viene propinata non è niente più che razionalizzazione di ciò che c’è. Serve un cambio di passo. Anche perché, una volta fatto il ponte, ci sarà un’attrazione mondiale, è storicamente dimostrato che le grandi opere trascinano le piccole. Se stiamo qui ad aspettare questo e quell’altro, non si farà mai nulla. Noi abbiamo bisogno di emozioni, di sogni non di guardare per terra”.
