Un prestigioso riconoscimento è stato conferito al Professore Enzo Siviero, ingegnere in prima linea per la battaglia a favore della realizzazione del Ponte sullo Stretto. La World Federation for Engineering Organizations, organizzazione internazionale che rappresenta la professione di ingegnere in tutto il mondo, ha assegnato al Rettore dell’Università eCampus la prestigiosa “Medal of Excellence in Engineering Education”. Si tratta di un titolo internazionale di grande spessore, che accresce la grande reputazione di un esperto impegnatosi profondamente nel corso degli anni sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il traguardo è certamente molto ambito: la WFEO Medal of Excellence in Engineering Education è stata creata a Madrid, nel novembre del 1999, durante la 18ª Assemblea Generale della WFEO. La medaglia viene assegnata ogni due anni, sensibilizzando l’attenzione mondiale sull’importanza del miglioramento continuo della qualità, dell’erogazione e della pertinenza dell’istruzione e della formazione ingegneristica. I candidati al riconoscimento devono possedere un’esperienza apprezzabile nella professione e significativi risultati educativi della disciplina.
Tra le battaglie del Prof. Enzo Siviero, come detto in precedenza, c’è anche quella per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Un’infrastruttura che sta molto a cuore all’Ingegnere padovano, nonostante non abbia legami familiari che lo legano a questa terra. L’opera è molto discussa da ormai diversi decenni e su di essa viene spesso fatta molta disinformazione. Negli ultimi mesi, in concomitanza con la trasmissione del Recovery Fund, l’Ing. Siviero ha cercato di far arrivare le sue conoscenza all’interno del Parlamento, diffondendo le sue conoscenze non solo a deputati e senatori, ma provando anche a raggiungere il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini.
“Vista da lontano questa operazione non riguarda certamente solo Sicilia e Calabria, ma è una questione di carattere nazionale, se non addirittura internazionale. Il futuro dell’Italia passa dallo Stretto e dall’attraversamento stabile, che darebbe continuità ai Corridoi europei, dobbiamo spingerci verso l’Africa. La nostra Nazione ha una posizione geografica strategia nel Mediterraneo, deve riprendere quel ruolo che aveva duemila anni fa. La storia insegna che si deve osare, oggi la mission non è più “impossible”, nonostante quello che è successo quasi 10 anni fa con il Governo Monti”, ha affermato il Professore Siviero in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni nel dicembre 2021. In questi mesi ha organizzato e preso parte a diversi convegni cercando di sensibilizzare sul tema. Dalla Lombardia alla Sicilia, l’esperto diffonde il suo sapere lungo tutta la Penisola: “spero di poter organizzare molti altri congressi sul Ponte. Le flebile voci contrarie di molti parlamentari non sono di carattere tecnico, sono soltanto dubbiose. Ci vuole volontà politica e passo per passo stiamo andando nella direzione giusta. Guardiamo al futuro dei nostri giovani, basta pensare ad interessi personali. Nel mondo stanno utilizzando il progetto studiato e pagato dagli italiani”.
Il Ponte di Messina rimane un pallino dell’Ingegnere veneto, soprattutto perché esiste infatti un progetto approvato dal punto di vista tecnico dai maggiori studiosi internazionali ed attualmente nella disponibilità dell’ANAS. La società Stretto di Messina S.p.A. infatti, appartenente proprio al Gruppo ANAS, aveva la missione di realizzare e gestire l’infrastruttura ma fu posta in liquidazione (ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221) da parte di Mario Monti. Questo progetto è stato “ucciso” per legge dopo che lo Stato aveva già investito oltre 300 milioni di euro, ed altrettanti ne ha posti a garanzia di futuri contenziosi. Un mossa a dir poco suicida dal punto di vista economico in termini nazionali e disastrosa per tutto il Meridione.
Il Professore Enzo Siviero, che ricopre il ruolo di Opinion Leader del gruppo di esperti Lettera 150, ha realizzato anche un lavoro avveniristico dal nome “Abitare il ponte”. “L’idea nasce dall’esigenza, tipicamente contemporanea, di integrare le infrastrutture per la mobilità, elementi determinanti del paesaggio in cui viviamo, con gli altri spazi abitati – ha spiegato in passato l’Ing. Siviero – . Nel Ponte sullo Stretto di Messina si intravede una straordinaria occasione per costruire un nuovo paesaggio attraverso l’abitare nell’accezione più estensiva del termine: prender dimora, lavorare, soggiornare, transitare ed incontrarsi in occasioni sociali. La posizione strategica di enorme suggestione del ponte, amplificata dall’altezza di circa 400 m delle pile che forniscono il vantaggio di un punto privilegiato di osservazione dello Stretto, sono i due elementi chiave che inducono a credere fortemente ad uno studio sulla fattibilità del progetto”. Insomma, per l’Ingegnere non c’è alcun dubbio: il Ponte sullo Stretto si deve fare, per motivi economici, sociali e logistici. L’infrastruttura di collegamento tra Scilla e Cariddi segue una logica di prosecuzione delle opere strategiche in continuità e coerenza con la programmazione nazionale e comunitaria, atte a contribuire allo sviluppo della rete europea di trasporti Ten-T, collegando in maniera efficiente e sostenibile la Sicilia al resto del Paese e del Continente. I traffici internazionali sempre più chiedono all’Isola di tornare ad essere l’Hub commerciale del Mediterraneo, il Ponte di Messina e Reggio Calabria completerebbe un’infrastruttura transeuropea che parte dal Baltico e termina a Palermo. Il fatto che un esperto di fama internazionale come il Professor Siviero lo sostenga è un elemento che non può passare sotto traccia.
Chi è Enzo Siviero: il grande esperto di ponti
Enzo Siviero, nato a Vigodarzere in provincia di Padova il 19 gennaio 1945, è un ingegnere, architetto e docente italiano. Si laurea nel 1969 in Ingegneria Civile, Trasporti, presso l’Università di Padova, con il massimo dei voti per poi iscriversi, sempre nello stesso anno, all’Albo Ingegneri della Provincia di Padova. Come ingegnere opera nel campo delle strutture e delle infrastrutture con particolare riferimento ai temi dell’Architettura Strutturale. La sua carriera si è sviluppata a partire dal 1969 nel settore dell’industrializzazione edilizia, delle strutture e delle infrastrutture, in Italia e all’estero. Ha progettato e seguito la realizzazione di industrie, complessi commerciali, strade e laghi in Libia, in Egitto, in Kuwait e in Arabia Saudita, attività che gli ha permesso di acquisire una significativa esperienza dei grandi appalti internazionali, caratterizzati da prassi progettuali molto diverse da quella italiana.
Dal 1972 affianca all’attività professionale, l’insegnamento presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (ora Università IUAV di Venezia). Dopo poco più di un decennio di attività scientifica e didattica di tipo tradizionale, sente la necessità di una maggiore aderenza dell’insegnamento delle strutture alle esigenze estetiche e culturali della progettazione architettonica. Dedicherà quindi particolare attenzione al disegno concettuale dei ponti e alla loro integrazione nel paesaggio. Il suo insegnamento si ispira, in ultima istanza, al desiderio di rinnovare nelle nuove generazioni di architetti l’attenzione verso gli antichi principi vitruviani di firmitas, utilitas, venustas. Tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 si è anche dedicato ad opere ospedaliere. Nel 2009 riceve la laurea honoris causa in Architettura al Politecnico di Bari, mentre dal 2016 è Rettore e professore ordinario dell’Università e-Campus.
Questa attività ha dato vita negli anni a una serie di pubblicazioni scientifiche (oltre 350), sia come editore che come autore. Dal 2006 cura anche la rubrica Ponti e Viadotti della rivista Le Strade e dal 2008 è responsabile dell’articolo Ponti e cantieri della rivista Il Nuovo Cantiere, è membro del comitato scientifico delle riviste L’Edilizia, Costruzioni Metalliche, Structural, Progettazione Sismica, Sismica e Tekneco Engineering. È inoltre autore di oltre 300 pubblicazioni tecnico-scientifiche sul cemento armato precompresso, la gestione della realizzazione delle opere strutturali e la loro durabilità nel tempo, la conservazione, il restauro e il consolidamento delle strutture stradali.
Al fine di indirizzare domande e risposte sui problemi più frequenti riguardanti il recupero e la nuova costruzione, nel 1989 ha fondato, ed è tuttora direttore della rivista “Galileo”, del Collegio degli Ingegneri della Provincia di Padova, che funge da un ideale collegamento tra il mondo dell’ingegneria e dell’architettura e il pubblico (ora disponibile anche online: https://www.collegioingegneripadova.it/rivista) ad oggi sono stati pubblicati oltre 250 numeri.

