Hanno attaccato alla porta del loro panificio un foglio per annunciare alla clientela la chiusura di cinque giorni, ma hanno anche inviato una lettera al Sindaco di Reggio Calabria per manifestare il loro disagio. Non ci stanno i due titolari del forno “Nuova Tradizione” situato in Via Argine Destro Calopinace, costretti a dover abbassare le serrande. Seppur rispettando la sanzione della Polizia Municipale, i giovani proprietari rivolgono un appello alle istituzioni, affinché ci possa essere una modifica alla normativa Comunale, che così formulata crea enorme disagio alle piccole imprese, soprattutto in questo momento di pandemia e caro bollette. Il problema, infatti, è nato dal fatto che per una multa ricevuta nello scorso settembre, i due giovani titolari sono stati invitati qualche giorno fa dagli agenti a chiudere la loro attività per cinque giorni, senza alcun periodo di preavviso.
“Siamo giovani, io ho 26 anni e mio marito 28 anni, da poco più di un’anno ci siamo avventurati nell’apertura di questo panificio con l’aiuto di fondi per i giovani (Resto al sud) proprio per rimanere nella nostra terra. Abbiamo aperto nel novembre 2020 proprio in piena pandemia, prima che la situazione peggiorasse ulteriormente. Abbiamo passato 2 anni di duro lavoro, in un momento di crisi totale. Con due bambine neonate abbiamo fatto sacrifici giorno e notte e così di punto in bianco, da un giorno all’altro, la Polizia Municipale ci comunica la chiusura del locale a seguito di una prima, unica e sola, multa fatta il settembre scorso”, spiega la titolare Maria Celeste Militano.
In quell’occasione infatti il panificio è stato sanzionato per aver lasciato alcune sedie e tavoli accatastati davanti al locale, la Polizia ha quindi elevato una multa per occupazione di suolo pubblico. I proprietari hanno pagato la multa ma dopo 5 mesi, la Polizia è tornata per dire che in seguito a quella multa avrebbero dovuto chiudere l’attività per cinque giorni. Gianluca Cotroneo e la moglie si recano quindi al Comune, dove riescono ad ottenere un rinvio della sospensione di chiusura. Abbassare le serrande, da un giorno all’altro, sarebbe stata una clamorosa mazzata per la loro attività, perché avrebbe significato dover buttare tutti gli alimenti e le materie prime preparate le ore precedenti per essere vendute. “Già siamo in un periodo di crisi causato dal Covid, poi questa ulteriore mazzata con una legge che non ha senso. In questo modo ci fate fuggire, non ci spingete a rimanere”, spiega il titolare ai nostri microfoni, sottolineando il fatto che lo stesso provvedimento è stato avanzato anche per altre 50 attività circa di Reggio Calabria.
Maria Celeste chiede dunque con un appello: “siamo tutti umani, ognuno di noi può sbagliare. Questo provvedimento però lo ritengo ingiusto e per noi, come per tanti altri commercianti, questa chiusura potrebbe essere decisiva per le sorti di un’attività, già in difficoltà dalla situazione economica. Chiedo agli enti pubblici che questa legge sia rivista, che venga fatta qualcosa per noi piccoli imprenditori”. In allegato all’articolo le foto con gallery scorrevole e il video con l’intervista completa.
