Aumento spropositato delle bollette, netto calo del fatturato e ripartenza della macchina tributaria dopo un anno e mezzo di stop a causa della pandemia. Sono questi i motivi che spingono i commercianti di Reggio Calabria ad accettare l’idea di Confesercenti di organizzare un flashmob nella giornata di domani, giovedì 10 febbraio 2022, alle ore 19.00. I negozi spegneranno le luci per qualche minuto, creando un clima di tristezza e desolazione in modo da evidenziare il rischio che la crisi economica in atto sulle aziende può provocare nel corso del tempo, ossia la chiusura di molte attività. “Stiamo ascoltando le problematiche dei commercianti e spiegando loro le motivazioni della manifestazione”, ha affermato ai nostri microfoni Claudio Aloisio, presidente provinciale di Confesercenti. “Abbiamo deciso di non stare più ad assistere passivamente ad una disgregazione del tessuto economico produttivo del territorio – prosegue – . Per quanto riguarda le cartelle esattoriali sembra che si sia tornati alla normalità, ma di normale non c’è nulla. Stiamo infatti vivendo una sorta di auto-lockdown perché siamo nel pieno dell’emergenza pandemica, non si può far finta di niente”.
Un lockdown iniziato a dicembre, a cavallo delle festività natalizie, quando l’esecutivo guidato da Mario Draghi ha imposto le più stringenti norme legate all’obbligo del “Super Green Pass” e le mascherine, affiancato dalla chiusura delle discoteche, dall’annullamento persino degli eventi in piazza, fino ad una continua e martellante propaganda terroristica sul dilagare del virus, proprio mentre invece al contrario con l’arrivo di Omicron il SARS-CoV-2 è diventato sempre meno grave. Negozi praticamente vuoti anche nelle ore centrali della giornata, mentre la sera le strade si svuotano ed il traffico è praticamente molto difficile da incontrare. Il triste scenario di una Reggio deserto persino nelle sue vie e piazze di solito molto praticate come il Corso Garibaldi, Piazza Italia o Piazza Duomo.
Il presidente Aloisio in questi giorni ha organizzato una sorta di “tour” nei negozi per dialogare e dare la possibilità di sfogarsi agli imprenditori. Le problematiche che sono state individuate durante la “passeggiata” con Giuseppe Praticò, vice presidente di Confesecenti Reggio Calabria, Francesco Rogolino, che ne è il direttore, e Sasha Sorgonà, presidente di Reggio Impresa, sono quelle comuni a tutte. “Caro bollette, aumento delle spese e delle materie prime, tutte dinamiche che mettono in ginocchio le imprese. In questo momento c’è chi ha difficoltà a mandare avanti l’attività, a pagare gli stipendi dei dipendenti. Non c’è nessun settore economico che in questo momento stia soffrendo. Persino il settore alimentare, che aveva visto un aumento del fatturato nel corso del lockdown, adesso sta subendo delle perdite importanti, una situazione diventata insostenibile. Il nostro tessuto economico è da sempre in difficoltà, magari rispetto ad altre parti d’Italia, e questo ha portato ad avere maggiori problematiche ad andare avanti”.
Oltre al flashmob la delegazione di commercianti avrà un incontro con il Prefetto di Reggio Calabria, affinché la situazione possa essere illustrata anche alla massima autorità che rappresenta lo stato sul territorio. “Ci aspettiamo di essere ascoltati e porteremo delle proposte venute fuori dal confronto con gli imprenditori e gli organizzatori vicini a questa protesta da far recapitare ai ministeri competenti. Sappiamo che una protesta avviata nella Città Metropolitana più povera d’Italia non è detto che abbia seguito, ma siamo coscienti che muoversi ha portato movimento mediatico e ad essere considerati a livello nazionale. Quindi queste richieste ci aspettiamo vengano prese in considerazione”, conclude Aloisio. Di seguito il video dell’intervista completa.
Proposte per il sostegno delle imprese colpite dalla crisi economica generata dall’emergenza pandemica
Rottamazione tributaria:
- Riportare, a tutte le imprese che nel 2020 e 2021 hanno subito perdite di fatturato, gli importi erariali dovuti sino al 2021 al solo tributo eliminando sanzioni e interessi e dilazionandone il pagamento, prevedendo degli scaglioni in funzione all’importo del debito, fino a un massimo di 180 mesi;
- Creare un sistema di premialità che preveda una riduzione percentuale degli importi dovuti se il contribuente sceglie di pagare in tempi più brevi rispetto a quanto previsto;
- Eliminare, o ridurre di almeno il 50%, i tributi locali del 2020 e del 2021 a tutte le imprese che negli stessi anni hanno subito perdite di fatturato o di reddito ristorando gli Enti Locali delle mancate o minori entrate.
Sostegno all’occupazione:
- Sostenere le aziende che non licenziano, che operano in regioni svantaggiate e che nel 2020 e 2021 hanno subito perdite di fatturato, con l’esenzione dei contributi da versare ai propri dipendenti per due anni;
- Sostenere le aziende che creano nuova occupazione, che operano in regioni svantaggiate e che nel 2020 e 2021 hanno subito perdite di fatturato, con l’esenzione dei contributi per i nuovi assunti, di qualsiasi sesso ed età, della durata di tre anni e la riduzione del 50% per i successivi due;
- Prorogare la cig legandola alla durata dello stato di emergenza.
Sostegno alle imprese:
- Agevolare l’accesso al credito rafforzando le misure di garanzia che consentano alle aziende di acquisire liquidità con procedure veloci e semplificate;
- Sospendere per il 2022 la verifica della regolarità contributiva e tributaria per ricevere sostegni dagli Enti Intermedi (regioni, comuni, ecc) e per la partecipazione a bandi di gara pubblici;
- Prorogare a tutto il 2022 la moratoria su mutui e prestiti;
- Prorogare a tutto il 2022 la sospensione dei protesti;
- Prevedere misure di sostegno sugli affitti tramite lo strumento del credito d’imposta per le imprese che operano in regioni svantaggiate e che nel 2020 e 2021 hanno subito perdite di fatturato;
- Intervenire per calmierare il mercato dell’energia con azioni maggiormente incisive: azzerare le spese per gli oneri di sistema e le accise, ridurre al 10% l’iva per le aziende e ridurre le spese di trasporto e gestione del contatore intervenendo sulla quota energia, legando la durata di tali misure alla normalizzazione dei costi del mercato energetico.
