Sono passati due anni dal tragico incidente che ha spezzato la vita all’amato Carlo Alberto Restuccia, ma Reggio Calabria ne è consapevole: lui è ancora qui, insieme a noi. Si, è questa la certezza, perché una persona continua a vivere nel cuore di chi l’ha amata davvero, di chi ne ha vissuto i momenti più belli e anche quelli più tristi. Carlo è sempre qui, nel cuore dei suoi amici e soprattutto dei suoi genitori. Proprio la mamma Giovanna si tiene stretta il ricordo vivo del suo ‘bambino’, quel gioiello diventato in fretta un ‘ragazzone’, la cui vita è stata fermata troppo presto, sul più bello, a 24 anni. Un filo d’amore che collega due cuori, quello di una mamma a quello di un figlio, che neppure la forbice di un destino sbagliato può tagliare. Il mazzo di fiori per San Valentino, i bigliettini d’affetto, le chat di Whatsapp, le foto scattate insieme, tutto così fantastico e dolce, esattamente come era Carlo. Un ragazzo garbato, cordiale, simpatico, creativo, generoso, e quanti altri aggettivi servirebbero per descriverlo.
Un vero omone dal cuore d’oro, che ha dedicato la sua vita al prossimo: amava la musica e suonare gli strumenti, il caro ‘Carletto’ (così tutti amavano chiamarlo); lo faceva per passione, e per beneficienza. Con la sua bravura, la sua simpatia, e ancor più empatia, riusciva a far felice i bambini con la sindrome di down. Carlo faceva pure volontariato alla Caritas, aveva nel suo cassetto tanti sogni da dover realizzare, tanto amore da dedicare al prossimo. E se prima si è parlato di destino, chissà che ci sia davvero un destino già scritto per ognuno di noi: la donazione dei suoi organi si è infatti rivelata vitale per aiutare nove persone, ben nove trapianti tutti riusciti al meglio.
Carletto, la tua assenza fisica si percepisce, ma se ascoltiamo il cuore, noi ti sentiamo ancora qui. Guardando verso l’alto, ammiriamo il cielo e oggi ti mandiamo un bacio. Ciao Carlè.

