“La strutturale ed elevata dipendenza dell’Italia dalle importazioni di gas, superiore al 95%, è un elemento di criticità per la sicurezza dell’approvvigionamento nazionale, che è però garantito da un’ampia e diversificata capacità di importazione e da una dotazione di infrastrutture di stoccaggio in grado di compensare la stagionalità della domanda, nonché eventuali problemi di funzionamento di un gasdotto o di un terminale di rigassificazione”. E’ quanto rileva la relazione annuale dell’intelligence al Parlamento. “Il sistema infrastrutturale italiano – si legge – è in grado così di soddisfare, grazie alla ridondanza, livelli di domanda molto elevati anche in caso di interruzione della principale infrastruttura di importazione, ossia del gasdotto che trasporta i flussi in arrivo dalla Russia fino al punto di ingresso di Tarvisio e che, nel 2021, ha veicolato il 38% del fabbisogno nazionale”. Tra l’altro, in merito, ha anche parlato il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, oggi volato in Algeria: “Appena arrivato ad Algeri per incontrare il mio omologo e le più alte cariche algerine. Discuteremo del rafforzamento della cooperazione bilaterale, in particolare per far fonte alle esigenze di sicurezza energetica europea, alla luce del conflitto in Ucraina”, ha scritto su Twitter.
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I motivi per cui l'Italia riuscirà a reggere allo stop del gasdotto dalla Russia provocato dagli attuali fatti in Ucraina

Foto di Martin Schutt / Ansa