Abituati a viverlo e osservarlo ogni giorno, forse il calabrese non si rende conto della bellezza della propria terra. A farlo notare è un servizio di TF1, la prima rete televisiva francese, che ha percorso un fantastico viaggio nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. “In fondo allo stivale italiano, si trova un massiccio caotico, quasi ostile. Grande quanto sette volte Parigi, il parco dell’Aspromonte è costellato di città sospese e nidi d’aquila quasi abbandonati. Le creste difficili da raggiungere in questa Regione sono il parco giochi della nostra guida. Mimmo Cuppari ci mostra una vecchia costruzione, calpestata a lungo. I coloni greci vi si stabilirono nel XVII secolo a.C”, racconta il filmato pubblicato sul sito ufficiale del canale televisivo.
Tra storia e natura, fra stupore e meraviglia. L’Aspromonte si è rivelato in tutta la sua bellezza, in tutta la sua contraddizione: “abbiamo incontrato Tito Squillaci a Bova, borgo aspromontano. Il dialetto calabrese-greco è una delle minoranze linguistiche tutelate dallo Stato italiano. Negozi, nomi di strade e chiese… Tutto è indicato in greco e nella sua versione calabrese. Solo poche centinaia di persone parlano ancora oggi questo dialetto. Artista e fotografa, Valetina Staltari si esprime attraverso le immagini. A 70 km da Bova, siamo andati a Gerace, la città delle cento chiese. Valentina ha vissuto altrove in Italia e in Europa prima di tornare a stabilirsi nella Regione. Ma la tendenza è piuttosto quella di lasciare questa terra aspra e poco sviluppata come Pentedattilo, quasi un paese fantasma. La maggior parte delle case sono state abbandonate. Leggi di più nel rapporto sopra.
