Lo Stretto di Messina è un banco di prova importante per la politica italiana, soprattutto in questo momento storico. Un territorio dall’incredibile potenziale economico che però ancora non viene sfruttato al meglio. Oggi il campanello è suonato, si chiama Pnrr, ed è sicuramente un’occasione da non perdere. Questa mattina a Reggio Calabria, presso la Sala Convegni Confindustria si è tenuta la conferenza dal titolo “Infrastrutture e logistica per lo sviluppo sostenibile euromediterraneo – Area integrata dello Stretto”, durante la quale è stato sottolineato proprio questo concetto: la crisi pandemica che si è abbattuta anche sul nostro Paese chiama ad una rivoluzione strutturale, è quindi sempre più necessaria una sinergia tra le due sponde calabresi e siciliane perché proprio dallo Stretto passa la ripartenza dell’Italia. Presenti all’evento tantissime figure autorevoli, tra cui il senatore di Italia Viva Silvia Vono e il Rettore dell’Università E-Campus Enzo Siviero. Molto interessante tra i vari interventi anche quello del Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Filippo Mancuso, che ha promesso grande impegno affinché possa nascere un’importante collaborazione con la Sicilia per la concreta esistenza di quella che viene definita Area Metropolitana dello Stretto.
“Noi possiamo dare una svolta ai nostri territori sfruttando i porti, servono sinergie importanti tra il sistema produttivo e le istituzioni affinché si possano mettere in piedi nuove opportunità di sviluppo che possano permettere di sfruttare le potenzialità di questa terra e farsi trovare pronti ai cambiamenti che il mondo sta vivendo”, ha affermato ai nostri microfoni Mario Mega, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. “L’area dello Stretto, così come tutta l’area calabrese non viene utilizzata per il potenziale che ha, oggi siamo qui proprio per ricordare che ci sono le risorse del Pnrr, molte delle quali riservate al nostro Sud. C’è un interesse profondo per le infrastrutture e la logistica, ma anche per il Fondo di Coesione per il Sud, perché dopo le scadenza europee del 2026 c’è un progetto a lungo termine”, ha invece affermato l’onorevole Silvia Vono che ha ricordato i suoi Emendamenti in Parlamento: ha menzionato quello per la resecazione delle banchine del Porto di Gioia Tauro, così da permettere l’ingresso di navi più grandi e l’utilizzo della parte del retroporto al massimo delle potenzialità; ma anche la proposta di modifica al disegno di legge per l’aggiornamento del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Di seguito i link per le due interviste complete.
