Le storie più curiose nascondono sempre lati poco conosciuti, dettagli imprecisati, non molte info del passato. In alcuni casi trattasi di leggende vere e proprie, in altre di storie probabilmente vere ma trasformatesi col tempo in leggende proprio per le poche info a disposizione.
È il caso di un racconto che risale al 1958 e che lega, anzi avrebbe legato, il destino di Reggio Calabria e Messina con… gli Stati Uniti. Sì, proprio gli Stati Uniti. Più semplicemente USA. Il paese a stelle e strisce, l’emblema della democrazia, della libertà e della potenza economica. Perché proprio loro, gli americani, avrebbero dovuto avvicinarsi all’estremo Sud italiano, nel 1958 fortemente distante da quel Nord più sviluppato? Già questo, di per sé, rende la storia curiosa e affascinante.
Ma la spiegazione è più semplice di quanto si possa immaginare. Correva appunto l’anno 1958, infatti, quando il Governo italiano ricevette l’offerta della società statunitense Sverdrup & Parcel di Saint Louis (Missouri) – costruttrice del più grande ponte sospeso del mondo, il Verrazzano Narrows Bridge di New York – che propose di costruire gratuitamente il Ponte sullo Stretto. A una condizione, però: di ottenere in cambio la riscossione del pedaggio del Ponte per ben 39 anni.
Di questa storia non si trova molto in rete, ma solo qualche breve citazione in alcuni libri che trattano l’argomento. Abbiamo provato a contattare la società, che nel frattempo non esiste più, ha cambiato nome e si è trasferita, ma lo abbiamo fatto invano. Probabilmente, chi allora aveva a capo la società a e aveva ideato l’iniziativa di costruire il Ponte, ora non c’è più e chissà in quale archivio sperduto si trovano adesso le scartoffie di quel progetto.
Si sa ben poco anche riguardo alla risposta del Governo di allora, ma – considerando la situazione attuale – sembra chiaro che non se ne volle fare nulla. Una certezza però c’è: se quel progetto fosse stato accettato e approvato, Calabria e Sicilia, ma in generale l’Italia, si sarebbero ritrovate adesso a beneficiare del Ponte, e di tutti i suoi benefici futuri, senza aver speso un euro per la costruzione e con il pedaggio ormai da anni a proprio favore.
