Individuati ed estratti dai vigili del fuoco i corpi di quattro dispersi tra le macerie dell’esplosione a Ravanusa, in provincia di Agrigento. Si tratta di due adulti e due giovani. I primi tre cadaveri sono stati estratti nella notte, il quarto alle prime luci del giorno. Si aggrava quindi il bilancio delle vittime della tragedia: sono sette i morti accertati finora, due le donne salvate dalle macerie. I quattro corpi sono stati ritrovati dai vigili del fuoco in quello che era il terzo piano del palazzo crollato in seguito all’esplosione: erano tutti insieme coperti dai calcinacci. Si tratta dei corpi di Selene Pascariello e di suo marito Giuseppe Carmina, che erano andati a trovare i genitori di quest’ultimo, Angelo Carmina e Enza Zagarrio, che abitavano al terzo piano. Si cercano ancora altri due dispersi, ogni ora che passa le speranze di trovare le persone vive diventano sempre più residue.
C’è una foto del 10 aprile, che diventerà il simbolo di questa tragedia: Selene ha lo sguardo sognante, il vestito bianco da sposa e un bouquet di fiori gialli in mano, il viso appoggiato sulla spalla di suo marito Giuseppe. Sorride felice nel giorno del suo matrimonio. A distanza di otto mesi quel sorriso non c’è più, sepolto sotto le macerie di via Trilussa a Ravanusa, assieme a quello di Giuseppe, Pietro, Enza, Carmela, Gioachina, Calogero, Angelo e dell’altro Giuseppe, il più vecchio tra le vittime, aveva quasi novant’anni. Sepolto assieme al sorriso che doveva ancora esplodere, quello di un figlio, che avrebbe iniziato a conoscere il mondo tra meno di una settimana. Un gioiello della natura ancora senza nome, che però non figurerà mai nell’elenco ufficiale dei morti e dei dispersi, ma è di fatto la decima vittima di questa tragedia siciliana, salvo un miracolo che chi scava da ore ancora aspetta e anzi è proprio quella speranza che gli dà la forza di andare avanti. E il cuore di tutti gli italiani resta sospeso…
