Un 2021 “horror”: si chiude un anno tragico per Reggio Calabria, oltre il Covid c’è il dramma di 13 giovani stroncati da malori improvvisi negli ultimi 7 mesi

La provincia di Reggio Calabria nel 2021 ha avuto tutti i record del Covid in termini di contagi, ricoveri e decessi (è andata molto peggio rispetto al 2020). Ma oltre i decessi causati dal virus, l'anno appena trascorso resterà tragico nella sua memoria per le tante giovani morti premature che si sono verificate in modo improvviso

Addio 2021, e a mai più rivederci. Si conclude nelle prossime ore un anno tragico per Reggio Calabria, la pandemia Covid ha fatto contare purtroppo tante vittime (per l’esattezza 330 vittime nell’intera provincia tra il 1° gennaio e il 30 dicembre) e i record di contagi e ricoveri. E’ andata molto peggio del 2020 sotto tutti i punti di vista, per un nemico invisibile che si è portato con sé tanti nostri cari parenti e amici, un destino impossibile da accettare, un dolore inspiegabile per chi ha toccato nella propria famiglia la sofferenza di un affetto che se ne va a causa di questo maledetto virus. La provincia calabrese ha visto da vicino la pericolosità del Covid, soprattutto negli ultimi 12 mesi, in quanto dalla prima ondata del 2020 ne era uscita quasi indenne (quasi 3 decessi su 4 in provincia Reggio Calabria si sono verificati nel 2021).

Nonostante le vaccinazioni di massa a cui la popolazione ha risposto con straordinaria adesione, la battaglia contro il virus non è ancora finita e, sebbene i vaccini abbiano aiuto ad evitare il collasso degli ospedali causato dai ricoveri di tanti pazienti anziani e soggetti fragili, abbassare la guardia non è la mossa giusta da compiere in questo momento. La percezione del Green Pass, poi diventato Super Green Pass, e dell’ultimo Mega Green Pass (termine adottato per le narrazioni giornalistiche), considerati erroneamente strumenti sanitari, ha fatto esplodere i contagi dando una falsa sicurezza alle persone vaccinate di essere “immuni” e “non sono contagiose”, come sono state descritte da tutti i media e dalle massime autorità politiche e istituzionali. I vaccini attualmente presenti sul mercato europeo però non sono in grado di prevenire la trasmissibilità, già con la variante Delta, adesso soprattutto con la diffusione della nuova variante Omicron, quindi il contagio è ripartito a livelli record. Insomma, un 2021 iniziato malissimo, con il coprifuoco e le scuole confinate alla Dad, che si è concluso come peggio non si poteva. Quasi come un cane che si morde la coda.

E se la pandemia Covid si è portata via tanti nostri cari, parallelamente il 2021 è stato tragico perché ci sono stati addii inaspettati, di persone molto giovani morte in modo improvviso e sorprendente, senza una spiegazione ancor di più dei decessi Covid che sono comunque sempre riferiti a soggetti in età avanzata e con gravi patologie pregresse. Un trend davvero drammatico soprattutto nei mesi estivi di luglio e agosto, e poi pure a cavallo tra novembre e dicembre. Diverse morti improvvise e premature che hanno lasciato Reggio Calabria nello sconforto, in alcune circostanze alla ricerca di una spiegazione che non esiste, nella rassegnazione di assenze che niente sarà in grado di colmare. I primi eventi tragici fanno segnare le date del 26 aprile, quando un giovane di 28 anni venne ritrovato morto nella sua abitazione dalla fidanzata, e l’8 giugno, quando in via Sbarre il cadavere di un uomo di circa 40 anni è stato trovato in uno stabile in disuso di proprietà comunale.

Con l’arrivo dell’estate queste tragedie sono addirittura aumentate: il 24 giugno un medico del 118, originario di Monasterace, ma in servizio ad Amantea, è stato trovato morto sulla spiaggia di Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza. Entrando nel mese di luglio, poi, Reggio Calabria ha subito tre gravi shock nel giro di tre giorni: tra il 23 luglio e il 26 luglio sono deceduti Diego Laurendi (35 anni), titolare del noto bar Gran Caffè situato sul Lungomare, Angelo Tedesco (41 anni), responsabile amministrativo di System House, anche lui molto conosciuto in città, e Carmine Dato (40 anni) operaio della Hitachi rail. Tre morti con cause molto simili, per tutti e tre si parla di aneurisma cerebrale, che hanno gettato la comunità reggina nello sconforto e col nodo alla gola. Una tragedia che lascia senza parole quella che ha colpito la comunità di Palmi. Letizia Guglielmo, 25 anni, è morta nella giornata del 20 agosto a seguito anche lei di un probabile aneurisma cerebrale. Come dimenticare ancora la morte sospetta del cestista Haitem Jabeur Fathallah, di 32 anni, in forza alla Fortitudo Messina, che ha accusato un malore durante la gara con la Dierre Basketball Reggio Calabria.

Entrando poi nel mese di dicembre, va ricordato il misterioso tragico episodio avvenuto il 6 dicembre alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, quando un uomo si è accasciato ed è deceduto in seguito ad un malessere improvviso. Drammatici pure i giorni successivi: incredibile la storia del colonnello Salvatore Gagliano, ex comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, a poi al Comando Interregionale “Culqualber” di Messina, secondo le versioni ufficiali deceduto di Covid, poi su denuncia di un amico avvocato la smentita e la fredda verità di un “malore accusato pochi giorni dopo il vaccino”. E sempre tra le forze dell’ordine le improvvise scomparse il 12 dicembre dell’agente di Locri, Roberto Valastro, e del Comandante dei Vigili Urbani di Cittanova, Giacomo D’Amico, il 26 dicembre. Scosse fortissime nel cuore dei reggini, così come l’addio del 14 dicembre a Nino Porcino, 51enne collaboratore del Casale 1890 – Tenuta Tramontana e professionista molto conosciuto e stimato nella città calabrese dello Stretto.

Tante frecce che hanno colpito i cuori dei familiari di queste persone e dei concittadini, nel dolore stretti per farsi forza tutti insieme e superare il momento difficile. Ed è forse questa la speranza del nuovo anno, che Reggio Calabria come il resto d’Italia possa ritrovare quella la serenità ormai macchiata da un periodo così nefasto.