In un’intervista a Calabria.Live, il ministro dei trasporti dal 1982 al 1987, Claudio Signorile, parla di Ponte sullo Stretto: “sono convinto che si farà perché è la logica della convenienza ad imporre tale scelta. Non farlo sarebbe un suicidio, non solo e non tanto per Calabria e Sicilia, quanto per il Mezzogiorno, il Paese e per l’intera Europa. L’ordine del giorno approvato dalla Camera con cui s’impegna il Governo a reperire le risorse è un passo importante. Ma bisogna fare presto e bene”, sottolinea il politico a cui si deve nel 1985 la firma della concessione alla Società Ponte di Messina. “Il Ponte come io lo immagino – rimarca- è un sistema complesso, infrastrutturale, economico e sociale che determinerà straordinari effetti positivi sull’intero Meridione. Non è solo un ponte perché sarà il centro di complesse relazioni economiche, politiche e sociali nel cuore del Mediterraneo. Io insisto sulla visione mediterranea perché l’area è crocevia di culture e interessi economici, nonché l’area in cui si registrerà in futuro uno dei più alti tassi di sviluppo”. “Ma come si fa a non vedere i vantaggi derivanti dal ponte?“, evidenza “con l’alta velocità il porto di Augusta, faccio solo un esempio, si collegherà rapidamente al porto di Amburgo, nel cuore dell’Europa, aprendo tante prospettive”.
“L’Øresun è la dimostrazione del potere rivoluzionario che un’opera del genere può sprigionare. L’Øresun – prosegue- ha generato risorse per 12 miliardi di euro in dieci anni contro i 4 miliardi necessari per la sua costruzione. Ebbene, il Ponte sullo Stretto, per la sua capacità di proiettarsi nel centro del Mediterraneo, avrà un potere ancora più forte, recuperando in un arco temporale relativamente breve il costo iniziale. Sapete quanto è costata all’Italia la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto? Almeno 8 miliardi all’anno. Un’enormità, un autentico suicidio. Per ultimo l’ex ministro si dice “preoccupato dei tempi, del rischio che si perdano le nuove opportunità derivanti dalla ripartenza economica europea. Sono preoccupato dalla lentezza con cui avanza la consapevolezza dell’estrema utilità dell’opera. I siciliani sono un po’ indietro. I calabresi, anche grazie a dibattiti come questo, cominciano a riflettere seriamente. Ma non si possono rinviare le decisioni all’eternità. Le due Regioni direttamente interessate mi sembra abbiano un atteggiamento timido. Sono convinto però che siamo alla vigilia di decisioni importanti. Il ponte si farà”, conclude.

