Dopo quasi 4 mesi in cui le sue porte sono rimaste chiuse, con una catena intrecciata da virus, DPCM e paura, quest’oggi, giovedì 4 febbraio, il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria riapre ufficialmente le sue porte a tutti i visitatori. Una rinascita, un nuovo inizio, una giornata a suo modo storica, nella quale Reggio Calabria e i reggini si riappropriano della loro storia e della loro cultura che, seppur solo temporaneamente, gli erano state tolte. Interessante il parallelismo con il 30 aprile 2016, giorno in cui il Museo riaprì al pubblico dopo tanti anni, fatto dal direttore della struttura, Carmelo Malacrino che si è occupato personalmente di accogliere i primi visitatori presenti già in anticipo rispetto all’orario di apertura fissato per le 10:00.

Fra i primi a rimettere piede nel Museo Archeologico di Reggio Calabria c’è stato Daniele Castrizio, storico e docente presso l’Università degli Studi di Messina, letteralmente in ‘astinenza’ da Bronzi di Riace. Insieme a lui gente di tutte le età, compresi giovani e anche qualche giovanissimo alla sua prima visita al cospetto delle statue di Eteocle e Polinice. L’ingresso sarà gratuito per tutto il mese di febbraio e il museo sarà visitabile dal lunedì (normale giorno di chiusura, ma attualmente aperto al pubblico) al venerdì, dalle ore 09:00 alle ore 20:00, con ultima possibilità di accesso prevista alle 19:30. Tutti i livelli delle collezioni permanenti saranno fruibili fino al raggiungimento della capienza massima di 500 persone prevista dai protocolli di sicurezza contingentata su base oraria.
A proposito di norme di sicurezza, il Museo di Reggio Calabria riapre nel pieno rispetto delle regole anti-Covid. Come sottolineato dal direttore Malacrino, tutti i visitatori passeranno attraverso il termoscanner, gli ingressi saranno contingentati da 10 persone ogni 15 minuti, obbligatorio il rispetto delle basilari norme anti-Covid sull’utilizzo della mascherina e sul distanziamento sociale all’interno della struttura.
