Una bottiglia di Ferrari e dei bicchieri con tanto di nominativo. Il presidente Nello Musumeci, l’assessore Ruggero Razza, le consorterie, una parte della città, deputati nazionali e regionali, sono questi gli invitati al brindisi che ha virtualmente organizzato il Sindaco Cateno De Luca. Il Consiglio Comunale di Messina ha bocciato la mozione di fiducia, trasmettendo nelle mani del primo cittadino la decisione di rendere efficaci le sue dimissioni presentate 20 giorni fa. Ebbene, De Luca ha scelto ed ha annunciato le sue dimissioni tramite una delle sue classiche dirette Facebook. Ecco il suo discorso:

De Luca ha ricordato successivamente la fase in cui era anche deputato regionale, succeduto da Danilo Lo Giudice, l’impegno di sindaco Metropolitano, il compimento del progetto “Salva Messina” che portò quella volta a revocare le dimissioni, per poi venire al nocciolo del suo discorso: “Il ruolo di Sindaco è stato molto difficile, perché in Sicilia ci siamo trovati anche con la finta costituzione delle Città Metropolitane. Io mi sono sempre trovato solo sia a Palazzo Zanca che al Palazzo dei Leoni, e comunque molti importanti risultati sono arrivati. Voglio inoltre ricordare a me stesso che per fare il Sindaco mi sono dimesso da deputato regionale dopo attacchi terribili ricevuti da Pd e M5s, personaggi che per costringermi alle dimissioni hanno messo in difficoltà il presidente del parlamento siciliano. Le stesse pressioni le abbiamo avute, insieme agli assessori, nel Palazzo municipale perché erano presenti delle lobby che ci impedivano di operare. Anche i mass media non sono rimaste lontane da queste logiche, ma forse neanche io sono stato capace di evitare il cortocircuito. Ma certo, siamo uomini liberi che ci hanno messo faccia e salute. Se qualcosa non è andato per il verso giusto in questi anni, la responsabilità è mia perché sono il Sindaco, perché gli uomini e le donne della mia Giunta e tutti coloro che si sono adeguati al mio operato li ho scelti io! E a loro dico grazie. Mi prendo tutti i rimproveri del mondo, ma nessuno può dire che la città non ha avuto un buono Sindaco. Oggi abbiamo scritto un’altra pagina straordinaria, eliminando quasi 400 milioni di euro di debiti. Il Consiglio comunale hanno dovuto approvare la delibera sul bilancio per non essere accusati di omissioni ed essere mandati a casa. La città deve sapere che ho avuto la capacità di rendere questa città la quarta Città Metropolitana ad approvare il bilancio, la prima in Sicilia, restituendo dignità a Messina. Ho rischiato la vita per lavorare, mentre in Aula i Consiglieri non neanche stati in condizione di replicare nel dibattito sul bilancio. Fino alle 23 continuerò a ripetere la storia di questi anni, perché solo a quell’ora avranno effetto le mie dimissioni. In questa fase di pandemia nessun deputato provinciale e regionale si è mosso contro l’inefficienza dell’Asp. Chi tocca la sanità muore, io ripeto, e qui si è visto chi sono gli uomini e le donne libere. Il Consiglio comunale ha paralizzato il lavoro dell’amministrazione, nessun consigliere ha manifestato la solidarietà nei miei confronti, a dimostrazione che io non avevo le spalle coperte. Ed ecco che siamo arrivati alle mie dimissioni del 15 di gennaio con una plateale presa di posizione perché io non ci sto più”. Ed è proprio in quel momento che per “problemi tecnici” la diretta è stata interrotta. Che non sia uno degli scherzetti con i quali De Luca ha abituato i messinesi?
