Messina è entrata ufficialmente in zona rossa questa mattina, così come la Sicilia in zona arancione. La città dello Stretto osserverà dunque maggiori restrizioni rispetto agli altri comuni siciliani, ma l’ordinanza del Sindaco Cateno De Luca sarà addirittura più stringente rispetto alla classica zona rossa. Il primo cittadino non si è accontentato dell’ordinanza regionale firmata sabato dal Presidente Nello Musumeci ma è andato oltre, secondo i dati sanitari (“il rapporto dei posti letto occupati in terapia intensiva che è del 70%, quello dei ricoveri ordinari che è del 75%”) in suo possesso che inseriscono Messina tra i territori più a rischio di tutta la Penisola italiana. Le disposizioni del Sindaco hanno per tale motivo generato non poca confusione, perché nuove chiusure andranno ad aggiungersi dal 15 gennaio: nei momenti concitati della giornata di ieri, infatti, De Luca ha ammesso di aver avuto qualche “svista” a causa dei numerosi tavoli tecnici organizzati dal Comune
Per quel che riguarda le correzioni, la prima l’ha già fatta Cateno De Luca (a mezzo Facebook, quindi non in maniera ufficiale) e riguarda il punto numero 1 dell’elenco, vale a dire i supermercati. Per come è scritto può generare confusione (e di fatto l’ha generata), quindi il Sindaco ha specificato: “Con riferimento alle chiusure al pubblico che entrano in vigore da venerdì 15 gennaio precisiamo che il primo punto dell’art. 11 della Ordinanza fa riferimento alle attività all’interno di ipermercati, supermercati, discount alimentari, mini mercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari, per vietare la vendita al pubblico di prodotti diversi dai generi alimentari”. Quindi, i supermercati restano aperti anche dopo il 15, ma non possono vendere prodotti diversi dai generi alimentari (per fare qualche esempio biancheria intima, ferramenta, lampadine, ecc…).
Allo stesso modo, è alquanto improbabile che il primo cittadino volesse effettivamente vietare la vendita di prodotti online, come scritto nell’ordinanza, o anche ad esempio la vendita di saponi, prodotti igienico-sanitari o carburante. Maggiori dettagli si avranno comunque nelle prossime ore, quando tutti i dettagli saranno limati e chiarezza sarà fatta sui punti più ambigui. Resta per certo il fatto che i controlli delle forze dell’ordine saranno rinforzati e per le vie si tornerà all’utilizzo dei droni per rintracciare chi non rispetta le limitazioni. Un passo indietro per Messina, pronta a tornare quasi al lockdown dei mesi di marzo e aprile 2020 quando la pandemia iniziava a prendere piede per la prima volta.
