Oggi in Calabria è il primo giorno di “zona gialla“: dopo un mese e mezzo dalla chiusura in “zona rossa”, la Regione meno colpita d’Europa dalla pandemia sta dimostrando una grande voglia di vivere, consapevole dei rischi legati all’emergenza sanitaria e quindi con tutte le attenzioni del caso. Quindi mascherina, distanziamento, igiene delle mani. Ma anche voglia di ricominciare a vivere. La libertà è più forte anche della pioggia e del maltempo che sta colpendo la fascia tirrenica meridionale della Regione, dal vibonese al reggino, localmente in modo intenso. Nonostante questo, però, si registra una discreta mobilità (è il primo giorno che si può fare una gita fuori porta, trascorrere una domenica fuori dal proprio comune) e i locali sono stati letteralmente presi d’assalto, adesso che possono fornire il cibo al tavolo. Mentre la situazione del contagio è sempre più sotto controllo, con numeri particolarmente contenuti, e il tasso di ospedalizzazione è il più basso in assoluto tra tutte le Regioni d’Italia e uno dei più bassi d’Europa (al punto che stanotte è arrivato a Catanzaro un paziente proveniente dall’Abruzzo), la gente ha tanta voglia di tornare a vivere dopo il secondo drammatico lockdown che ha provocato ulteriori profonde ferite economiche, sociali e psicologiche. Stavolta ancor più pesanti perchè assolutamente gratuite e ingiustificate rispetto alla reale situazione epidemiologica e ospedaliera della Regione.
