C’è un tavolo di monitoraggio Covid a Reggio Calabria che in questi mesi di emergenza sanitaria sta lavorando senza sosta. Una task force che opera 12 ore al giorno grazie alla collaborazione tra Asp, Carabinieri e Vigili del Fuoco, per ricostruire i contatti, spezzare sul nascere la catena dei contagi e monitorare la nascita di possibili focolai in tutta la Provincia. “Così in tempo reale posso accordarmi con gli enti locali, che hanno necessità di conoscere l’andamento epidemiologico dei propri territori, così ognuno di loro può agire in base alle proprie competenze”, ha sottolineato il Prefetto Massimo Mariani.
E’ proprio grazie a questa cooperazione spontanea se nel reggino si è sopperito ad una delle 21 carenze su cui si basa la “zona rossa” per la Calabria. Oggi però, che il numero dei contagi è iniziato a salire vertiginosamente, anche a causa dell’aumento dei controlli e degli screening, i tracciatori a disposizione dell’azienda sanitaria iniziano a non bastare. La Regione in questo – riferisce Sky Tg 24 nel VIDEO proposto in fondo al testo – è ultima in Italia, eppure dal 24 ottobre il problema doveva essere risolto: è stato indetto infatti un bando della Protezione Civile per l’assunzione di 2000 addetti in tutto il territorio regionale, di cui 19 di questi avrebbe dovuto dare rinforzo all’Asp di Reggio Calabria con l’arrivo di operatori sanitari e amministrativi. Gli elenchi in Regione esistono, la situazione avrebbe dovuto sbloccarsi a fine ottobre, ma tutto è ancora fermo e le assunzioni non sembrano purtroppo arrivare…
