L’assassinio di George Floyd da parte di un agente della polizia di Minneapolis ha innescato una barbarie di violenze e vandalismi degni delle peggiori organizzazioni terroristiche e oscurantiste della storia, in nome di un razzismo che è solo negli occhi di chi guarda. Perchè che ci sia qualche schifoso razzista negli USA come in tutti i Paesi del mondo è acclarato, come ci sono pedofili, mafiosi, spacciatori e criminali senza scrupoli, ma soltanto qualche ottuso a cui mancano le basi della storia e le rotelle della logica può pensare gli USA siano un Paese razzista. Stiamo parlando del primo e unico Paese del mondo occidentale che ha eletto e riconfermato, pochissimi anni fa, un Presidente di origini africane, per giunta nato da una famiglia del ceto medio. Un Paese, quindi, in cui non conta né il colore della pelle né la classe sociale. Gli USA sono il Paese del merito e delle opportunità, e se davvero qualche protesta potesse essere giustificata, sarebbe quella per il vero problema che c’è a monte dell’omicidio di George Floyd: l’abuso di potere delle forze dell’ordine.
La brutalità della Polizia statunitense è nota nel mondo, e nel caso di Floyd è diventata bestialità: perchè uccidere un uomo già ammanettato e inerme, che chiede aiuto per svariati minuti dicendo che non riesce a respirare? Ad ammazzare Floyd è stato un agente della Polizia di Minneapolis, guidata da Medaria Arradondo che ha la pelle scura proprio come Floyd. E la Polizia di Minneapolis dipende dal Sindaco della città, il democratico Jacob Fray e dal governatore del Minnesota, Tim Walz, anche lui democratico. Inoltre le statistiche sulle persone uccise dalla Polizia negli Stati Uniti negli ultimi tre anni e mezzo ci dimostrano come il numero delle vittime bianche sia di gran lunga superiore a quello delle altre etnie:

Eppure non siamo scesi in piazza in Italia distruggendo il Vittoriano e accusando gli agenti di fascismo. In ogni Paese civile esiste una legge e un tribunale che processerà gli agenti accusati di abusi. Tanto in Italia quanto negli USA, dove molto spesso i poliziotti vengono condannati ed espulsi se commettono degli errori. E’ palese che negli USA le forze dell’ordine siano molto più dure rispetto a quelle italiane, con il risvolto della medaglia che nel nostro Paese, per eccessi di garanzie nei confronti di chicchessia, ci ritroviamo a piangere tanti Mario Cerciello Rega, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, servitori dello Stato che vengono sovente uccisi da banditi. E non è certo la stessa cosa morire mentre si difendono i cittadini garantendo la loro sicurezza, e morire mentre si delinque. Come nel caso di George Floyd, che certo non meritava di morire in quel modo ma era in ogni caso un conclamato e violento delinquente. Gente con cui negli USA da sempre l’approccio non è leggero: preferiscono esagerare in brutalità con i criminali, per evitare che ci sia un Mario Cerciello Rega americano. Eppure persino in Italia abbiamo fatto più manifestazioni per Floyd che per Cerciello Rega. Come se fosse normale per un poliziotto o carabiniere morire in servizio, mentre per un criminale no.
E se Floyd urlava “I can’t breathe“, i vandali che scendono in piazza a spaccare tutto “can breathe” eccome! Perchè le manifestazioni che si nascondono dietro lo slogan “Black Lives Matter” in realtà sono di veri e propri Black bloc.
Certo che “Black Lives Matter”, le vite nere contano esattamente come tutte le altre. E ci mancherebbe pure! Per fortuna nel 2020 non c’è affatto bisogno di questo tipo di battaglie di retroguardia, già ampiamente superate. Soprattutto negli USA. Così come non abbiamo bisogno di nuovi talebani che distruggono secoli di storia e di conquiste socio-culturali. Nel Regno Unito, imbrattando la statua di Winston Churchill questi facinorosi hanno dimostrato di non avere un minimo di cultura, attaccando nella protesta contro il razzismo il principale artefice della vittoria delle libertà e della democrazia contro il nazi-fascismo in Europa.
Insomma, se la morte di Floyd è diventato un pretesto per i violenti a cui viene consentito liberamente di sfogare la loro rabbia sociale con atti di vandalismo e distruzione, ci sono tanti perbenisti che fanno ancora peggio.
