Un lettore di StrettoWeb particolarmente arguto ha inviato alla nostra Redazione una lettera che riportiamo integralmente:
“E mentre il grande statista, governatore d’Italia, Conte, coadiuvato da oltre 500 super esperti suddivisi in diverse commissioni, non riesce a dare agli italiani una – che fosse una – indicazione certa, malgrado le decine di DPCM che confondono anzichè chiarire le idee in ogni campo (autocertificazioni, mascherine, distanze etc.), e non riesce a progettare protocolli ufficiali per la ripresa delle attività lavorative “Fase 2”;
E mentre ci siamo riempiti le tasche delle centinaia di miliardi promessi e mai arrivati perchè ci sono solo a parole;
E mentre i partiti di maggioranza non riescono a trovare accordo su niente, e i loro rappresentanti trovano ormai evidente difficoltà a partecipare persino ai programmi di approfondimento politico, alcuni sono completamente spariti e quei pochi che ci mettono la faccia non possono che confermare l’inefficacia dei pochi assai insufficienti provvedimenti presi:
E mentre alcuni governatori regionali decidono di dare via alla fase di ripartenza prima che i loro cittadini muoiano di fame e di tasse aspettando le decisioni del governatore italiano, il Governo che fa? Fa la cosa più facile: impugna alcune ordinanze regionali, per prima quella della governatrice della Calabria che con scienza, coscienza e palle aveva deciso che era ora di ridare fiato a quella parte di economia commerciale del territorio che volesse e potesse ripartire nel rispetto dei protocolli di sicurezza;

E mi pongo una domanda: perchè i reggini che si ribellano per principio alle decisioni del governo Regionale, mentre sussurrano in privato le grosse lacune della nostra città, con evidente ipocrisia non hanno l’onestà di ribellarsi pubblicamente e con altrettanta veemenza alle grandi inefficienze che subiamo da anni?
A Reggio infatti paghiamo il prezzo più alto d’Italia per l’acqua che spesso non arriva nei rubinetti; paghiamo la tassa sui rifiuti più cara d’Italia mentre viviamo in una porcilaia; per non parlare del manto stradale ridotto a un colabrodo al punto che ha già provocato diversi incidenti, alcuni mortali.
Sono sicuro che il buon senso che ha fino ad ora dimostrato il popolo reggino, continui ad essere vivo anche in questa fase successiva a quella di grosso rischio che ormai è alle spalle. Mi auguro che la paura della pandemia che ho anche io, non porti i reggini a chiudersi come nei lazzaretti, ma che questa sensazione ci dia la spinta razionale alla prevenzione.
Detto questo, io esco”.
Gaetano Caridi
