“Sono distrutta, stremata, ora anche io ho bisogno un po’ di riposo, ma ce l’abbiamo fatta grazie a questa zattera di salvataggio che è stata spinta grazie alle mani di tutti coloro che mi hanno aiutato e che ringrazio, lo Stato italiano, la Farnesina, l’aeronautica militare, il sindaco Leoluca Orlando che questa mattina mi ha fatto venire a prendere a casa dal comandante della Polizia municipale Vincenzo Messina per andare in aeroporto”. Lo racconta ai microfoni dell’ANSA con voce emozionata Chiara Beninati, la moglie di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano, arrivato stamattina con un volo militare a Palermo, dopo aver contratto il Coronavirus, in Guinea equatoriale, suo paese d’origine.
“Stiamo tirando un sospiro di sollievo – aggiunge la donna – , mi sembra di vivere una situazione surreale, ora ci affidiamo ai medici, a Dio e alla Madonna”. Il marito, in gravissime condizioni, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’ di Palermo, dove è stato accompagnato anche dalla moglie. “Il paziente è arrivato con una disfunzione multiorgano ed affetto da coronavirus – dice il primario del reparto di terapia intensiva e rianimazione Baldo Renda – è in condizioni molto critiche e lo stiamo trattando e sottoponendo anche a dialisi. Queste sono le ore più complicate, ma noi non disperiamo”.
