Pubblichiamo integralmente la lettera di una cittadina di Reggio Calabria inviata a StrettoWeb per raccontare l’esperienza del tampone al Coronavirus effettuato proprio alla vigilia della festa della mamma:
“Preg.mo Direttore Strettoweb,
scrivo una mia riflessione con la speranza che venga pubblicata sul suo giornale perchè desidero testimoniare le condizioni della sanità nella mia città, Reggio di Calabria, della quale tanto si parla.
Prima l’antefatto: qualche tempo fa, un mattino mi sveglio con il pollice della mano destra intorpidito e di colore rosso-violaceo; pensavo fosse un episodio passeggero e momentaneo come può capitare, anche se a me l’intorpidimento del solo pollice non era mai successo. Comunque questa situazione di disagio si è protratta stranamente per pù di mezza giornata suscitando qualche mia perplessità anche se sono andata avanti nella mia quotidianità, cercando di sorvolare sull’accaduto.
Il fatto: venerdì scorso, 8 maggio 2020, nottetempo, smanettando nel mio cellulare mi capita di leggere un’intervista con il Dott. Lotti, dermatologo di chiara fama internazionale, che, a proposito del maledetto virus, che ci ha costretto al domicilio coatto per diverso tempo, invitava a non sottovalutare alcune manifestazioni dell’epidermide, che potrebbero essere sintomi pur essi del covid-19. In proposito il Prof. Lotti, dalla lunga esperienza in molti paesi tra i quali Vietnam e Cina, dice testuale :”il più comune, è una lesione che avviene sulle dita di mani e piedi che è simile ai geloni, la pelle diventa rossa o violacea in piccole aree e può arrivare ad ulcerarsi”. Il mio campanello d’allarme inizia a suonare e parto per la tangente decidendo su due piedi che devo fare il tampone. Ho 68 anni , svolgo il mio lavoro di consulente economico per alcune aziende private da circa due mesi da remoto, sono stata chiusa in casa come esige il protocollo dell’emergenza (anche se personalmente non condivido tutte le misure adottate da un Governo schizzoide), però non si sa mai , ormai la pulce è nell’orecchio e decido di affrontare il problema all’origine. Sabato, dunque, mi alzo di buonora per andare direttamente agli Ospedali Riuniti, non ho fatto alcuna telefonata ai numeri preposti al servizio, non ho interpellato il mio medico, veramente non ci ho proprio pensato. Ho seguito spontaneamente quella che mi sembrava la via più naturale, senza farmi domande se fosse giusto o meno, dando per scontato che lo fosse. Arrivo al “Triage”, e trovo pure posteggio di fronte l’ambulatorio, all’esterno del quale c’erano alcune persone in attesa. Aspetto il mio turno, entro, mi accoglie, mimetizzata nelle protezioni totali e della quale ignoro quindi il volto, un’operatrice, che, mentre disinfetta la sedia per farmi accomodare, mi chiede perchè voglio fare il tampone. Alla mia motivazione dice che per quanto rigurda il mio disturbo, con molta probabilià si sia trattato di “vasculite”, ma che in ogni caso si verifica il tampone. Mi misura la temperatura e mi fa il prelievo in entrambe le narici. Dopo di che registra le mie generalità al computer e mi avverte che fino all’esito, che sarà a mia disposizione il pomeriggio del giorno successivo domenica 10 maggio, non posso uscire di casa perchè sono stata segnalata ai carabinieri.
In meno di mezz’ora ero di ritorno a casa. Ho dovuto rivedere il programma delle giornate di sabato e domenica, ma l’ho fatto con piacere. Mi sono sentita tutelata, da cittadina, per un sistema ultra-efficiente che funziona molto bene, con grandi precauzioni. Domenica 10 maggio era il giorno delle mamme, e l’ho trascorso in casa con la mia famiglia. Nel pomeriggio ho avuto l’esito del tampone: seguendo le istruzioni del giorno precedente, ho telefonato all’apposito numero, fornito le mie generalità e mi hanno fornito il risultato appena 24 ore dopo aver fatto il test.
Se lei me lo permette, Direttore, vorrei ringraziare dalle colonne di StrettoWeb, gli operatori del Grande Ospedale Metropolitano, i medici, gli infermieri, i microbiologi, fiore all’occhiello di Reggio Calabria per l’alta professionalità, il rigore, la disponibilità, e un’organizzazione perfetta mentre nel resto d’Italia hanno fatto disastri. Aldilà di ogni ragionevole dubbio“.
Lettera firmata
