Esattamente dieci anni fa al Palacultura di Messina la città intera partecipava a un momento solenne che avrebbe dovuto sancire la svolta: veniva presentato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina.
Il Ponte, diceva l’allora ministro Matteoli “sarà pronto entro il 2017, niente e nessuno bloccherà la realizzazione“. Parole che a rileggerle adesso lasciano l’amaro in bocca e che risuonano come un macigno. Quello di oggi è un triste anniversario, dal momento a distanza di dieci anni Reggio Calabria e Messina sono ancora separate da una striscia di mare.
Il progetto coinvolse un centinaio di professori e ingegneri di fama internazionale, 12 istituti scientifici e universitari e 39 società in tutto il mondo. In occasione dell’incontro al Palacultura dieci anni fa veniva presentata anche l’intera squadra, di eccellenze planetarie, che avrebbero dovuto occuparsi della realizzazione del ponte sospeso più lungo al mondo. I lavori dovevano partire a gennaio 2011 e comprendevano la realizzazione di opere propedeutiche, come la stazione ferroviaria di Gazzi e le stazioni intermedie di Papardo, Annunziata e Viale Europa. Ma di fatto il progetto si fermò all’esecuzione delle indagini topografiche e geognostiche, sia a Messina che a Reggio Calabria: il 23 dicembre 2009 partirono i lavori per la variante ferroviaria di Cannitello, per risolvere un’interferenza con il futuro cantiere di una delle torri del Ponte, poi tutto si fermò.

Oggi di quasi un secolo e mezzo di progetti e annunci restano le carte e le penali a carico dello Stato e i nodi vengono al pettine. A maggio scorso i deputati nazionali di Forza Italia Matilde Siracusano e Nino Germanà, il senatore reggino di Forza Italia Marco Siclari e dei sindaci di Messina e Villa San Giovanni Cateno De Luca e Giovanni Siclari, hanno presentato un esposto-segnalazione alle Procure del Lazio, Sicilia e Calabria, per promuovere ogni opportuna iniziativa volta ad accertare e perseguire i danni erariali derivanti dalla mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Non fare il ponte sullo stretto è stata una scelta scellerata, che ha causato un “danno erariale” di centinaia di milioni di euro.
L’ultima chance per realizzare il Ponte sullo Stretto resta l’Europa. Recentemente L’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, proposto dalla deputata Elvira Amata, sul Ponte sullo Stretto di Messina come raccomandazione al Governo.
