Talpe nella caccia a Mattia Messina Denaro: ex sindaco di Castelvetrano torna in carcere

Il tribunale del Riesame di Palermo ha disposto l'arresto di Vaccarino. Secondo la Dda l'ex sindaco di Castelvetrano avrebbe ricevuto un'intercettazione riservata, da un tenente colonnello in servizio alla Dia di Caltanissetta

I Carabinieri del Ros hanno arrestato Antonio Vaccarino, l’ex sindaco di Castelvetrano che ad aprile scorso insieme a due carabinieri era finito in manette nell’ambito delle indagini sul superlatitante Matteo Messina Denaro.

L’ex politico Dc, per tali fatti, lo scorso 9 gennaio è stato rinviato a giudizio dal gup di Palermo, Antonella Tesoriere. Vaccarino era in stato di libertà da quando il Riesame poco dopo l’arresto di aprile lo aveva scarcerato. Il provvedimento venne annullato a dicembre scorso dalla Cassazione e gli atti nuovamente inviati ai giudici di Palermo. 3 giorni fa l’ex sindaco è stato citato dinanzi al Riesame, che stavolta ne ha disposto l’arresto.

Vaccarino tra il 2006 e il 2007 ha intrattenuto una corrispondenza con Messina Denaro per conto del Sisde ed è accusato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale con l’aggravante per mafia.

Per gli investigatori il colonnello Marco Alfio Zappala’, in servizio alla Dia di Caltanissetta, avrebbe inviato un’intercettazione privata a Vaccarino, che sua a volte ne rivelò il contenuto a Vincenzo Santangelo, titolare di un’agenzia funebre già condannato per mafia.  Nell’intercettazione due indagati discutevano del funerale del cugino acquisito di Messina Denaro e collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa, deceduto a gennaio 2017 a causa di una grave malattia. “Questo processo ha assunto un atteggiamento persecutorio che nulla ha a che vedere con la giustizia“, disse in seguito al rinvio a giudizio Vaccarino. L’ex primo cittadino negli anni 90 venne condannato per droga ed e’ tuttora in corso il processo di revisione dinanzi il Tribunale di Catania. Attesa a fine febbraio la sentenza per Zappalà, per cui sono stati chiesti 5 anni  per rivelazione del segreto d’ufficio in concorso con Vaccarino e istigazione all’accesso abusivo a un sistema informatico.