16 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto. De Luca porta un’altra vittoria a casa. Ieri sera il consiglio comunale, riunito per la terza volta, ha dato l’ok documento al quale De Luca aveva deciso di affidare le sorti del suo mandato. Quella di De Luca è una vittoria sul fronte del no. Il Cambio di Passo nel giro di un mese ha svelato malumori all’interno dei gruppi consiliari. De Luca è riuscito a spaccare i gruppi consiliari, compresi M5S e PD e a dare vita a un “intergruppo Misto”, del quale fanno parte i consiglieri che sostengono il sindaco. “Qui oggi al cospetto della città ci sono 16 sì convinti di un programma di delibere che bisogna affrontare e discutere una per una. Si è spostato il baricentro da quello che per molti era il no a prescindere su un terreno di dialogo“- ha commentato il sindaco De Luca che, visto l’esito del voto, non si dimetterà.”Ora dobbiamo correre, chiudere questa fase di risanamento finanziario e andare avanti senza se e senza ma”– ha aggiunto.
Cambio di passo, come ha votato il consiglio comunale: 16 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto

Favorevoli: Bonfiglio, Caruso, Cipolla, Crifò, D’Angelo, De Leo, Giannetto, Gioveni, Interdonato, La Tona, Parisi, Pergolizzi, Rizzo, Rotolo, Serra, Zante
Contrari: Argento, Bramanti, Cannistrà, Fusco, Gennaro, Mangano, Russo Alessandro, Russo Antonella, Scavello, Schepis
Astenuti: Cardile
Assenti i consiglieri area Genovese: Sorbello, La Fauci, Vaccarino, Pagano e il consigliere PD Felice Calabrò.
Picciolo: “Meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell’errore”
Gioveni lascia il PD e passa al Gruppo Misto
Ieri sera il consigliere Gioveni ha deciso di lasciare il PD e transitare momentaneamente nel Gruppo Misto, ecco le motivazioni del consigliere:
“E’ con profondo dispiacere e non dopo aver maturato la ferma convinzione di farlo, che comunico la mia sofferta decisione di lasciare il gruppo del Partito Democratico e di transitare momentaneamente al gruppo Misto.
Premetto subito, così come ho ribadito in più occasioni, che non ho nulla di personale nei confronti dei colleghi del gruppo verso i quali nutro profonda stima per le loro competenze e la loro storia certificata nel Partito Democratico.
Nemmeno 1 mese fa il sottoscritto, pur con i dubbi legittimi dettati da questa visione politica differente, insieme ad alcuni componenti dell’associazione politico-culturale “RADICI” di cui mi onoro di far parte essendone il cofondatore, ha persino rinnovato la tessera di partito, proprio perché fino alla fine ho sperato che qualcosa potesse cambiare in termini di “apertura”, ma attenzione, non apertura all’Amministrazione De Luca, ma a una elasticità di posizioni che guardassero soprattutto a quanto di buono in città si è fatto e si vuole ancora fare, ai bisogni reali della gente (e non solo a quella di sinistra) e alla ferma volontà di proseguire un percorso amministrativo che, come ho spiegato nel mio ultimo intervento in Aula sul “Cambio di passo”, sta tentando quanto meno di invertire la rotta rispetto ad un passato disastroso.
E’ ovvio, non posso certamente negare che la mia posizione netta sulla piattaforma programmatica del sindaco De Luca (che ringrazio perché proprio oggi da lui è stata modificata sulla base delle indicazioni date dall’Aula) e che evidentemente si contrappone a quella dei restanti colleghi del gruppo, non può passare inosservata, né tanto meno può essere sempre considerata una delle solite posizioni di voto differente, perché qui oltre alla forma c’è anche parecchia sostanza!
Io ringrazio davvero di cuore tutti i colleghi del gruppo, in particolare il capogruppo Gennaro e il collega Calabrò, sia il primo che in più occasioni ha sempre tentato di farmi cambiare idea e di non mollare la presa, sia il secondo perché gli ho sempre riconosciuto, oltre che una grande lungimiranza politica, una visione più moderata delle situazioni con approcci di gran lunga più morbidi (simili ai miei, alla mia forma mentis); entrambi, infatti, mi avevano fatto quasi sperare che nel PD ci potesse essere spazio un po’ anche della mia visione politica più equilibrata, più ragionata, più costruttiva, più incisiva, più propositiva (e quindi anche alternativa) e non quella del “No a prescindere”, che se anche dai colleghi e dalla direzione provinciale del partito non verrà mai ammesso, purtroppo rappresenta l’immagine che hanno di noi i concittadini che ci hanno eletto!
Cavolo, se si è per la città bisogna dimostrarlo, non semplicemente annunciarlo!
Già, per me “essere per la città” è sostenere gli atti, i programmi o le situazioni oggettivamente validi, e non perché proposte da un sindaco che noi non abbiamo votato!
Per me “essere per la città” è portare avanti iniziative senza colore politico, e non perché dobbiamo sempre pensare che dietro ci sia del marcio o un doppio fine perché provengono da un sindaco esuberante e con una quasi morbosa ambizione personale!
Per me, in questo momento storico, “essere per la città” significa proseguire senza la scure dell’interruzione amministrativa per: migliorare la gestione diretta dei servizi sociali, completare gli interventi di sbaraccamento e assegnare nuovi alloggi, uscire definitivamente dall’incubo del dissesto finanziario, completare tutti i passaggi per l’avvio della nuova ATM S.p.A., mettere a frutto la ricapitalizzazione dell’AMAM, completare le grandi opere pubbliche avviate, potenziare ancora di più gli asili nido, completare tutte le fasi per la raccolta differenziata dei rifiuti, istituire la cartella unica dei tributi, individuare forme di aiuto per le categorie svantaggiate; insomma, proseguire senza sosta su un percorso che questo sindaco ha avviato e che non voglio assolutamente ritenermi responsabile di stoppare!
Infine, mi preme evidenziare che il mio passaggio al gruppo Misto e la mia coerenza personale e politica, mi impongono di rimettere nelle mani dei componenti della 1^ Commissione il mio mandato di Presidente, seppur la mia elezione sia avvenuta in maniera trasversale; se i colleghi mi chiederanno di lasciare la Presidenza non avrò problemi a farlo, diversamente proseguirò il mio impegno, come ho sempre fatto, fino a questo fantomatico 2 marzo o fino a quando siederemo su questi scranni a rappresentare una città, ormai stanca di questa surreale vicenda”.
