È bufera sui social contro la dirigente scolastica del Liceo Seguenza di Messina. Da ieri su fb e nelle chat degli studenti circola il video della preside Lidia Leonardi, registrato durante un’assemblea d’istituto nel cortile della scuola. Il video è finito anche sulla pagina del sindaco De Luca, che non ha esitato a redarguire la dirigente. Ma cosa è successo? La dirigente scolastica avrebbe chiesto un contributo economico alle famiglie e, proprio in occasione dell’assemblea con gli studenti, ha affermato che si tratta di un contributo compatibile con le possibilità economiche dei genitori: “50 euro è un caffè a settimana. Io sono certissima che le vostre famiglie si possono permettere di pagare questi 50 euro, perché questa è una scuola di alto prestigio. Non è come le scuole di montagna, non siete figli di contadini”. In un altro video, registrato sempre dagli studenti durante l’assemblea, la preside dice agli studenti: “Non dovete parlare come i ragazzi di un liceo professionale”.
E non si è fatta attendere la reazione del sindaco De Luca che con un videomessaggio si è rivolto alla preside affermando: “Chieda scusa non solo per il buon nome del Seguenza, ma soprattutto nel rispetto dei suoi studenti che non devono trovarsi in disagio o vergognarsi della loro preside. Mi auguro che questa vicenda finisca qui perché non fa bene alle Istituzioni. Io stesso- ha detto De Luca- sono figlio di contadini e ho frequentato scuole di montagna, perché Fiumedinisi è un comune montano. Io non mi devo vergognare. Queste affermazioni sono molto gravi, io non chiedo le sue dimissioni, ma è giusto che lei chieda scusa“.
Caso Seguenza: anche il sottosegretario all’Istruzione commenta le affermazioni shock della preside di Messina
Il consigliere Sorbello chiede provvedimenti nei confronti della dirigente scolastica
Stamattina inoltre il consigliere comunale Salvatore Sorbello ha chiesto all’Assessore Enzo Trimarchi se ha già attivato “tutte le procedure idonee a prendere gli opportuni provvedimenti da adottare in capo al Preside del liceo messinese Seguenza, per l’uscita infelice fatta in occasione di un’assemblea studentesca, della quale è stato anche diffuso un video con le frasi classiste proferite e che può essere facilmente consultato sulla pagina Facebook del Sindaco (De Luca Sindaco Di Messina)”.
Art.1: “Se è vero che la preside dovrebbe scusarsi, la politica non può certo fare la voce grossa”
“Le improvvide dichiarazioni della Preside del Liceo Seguenza e la successiva strumentalizzazione da parte del Sindaco di Messina sono emblematiche di un approccio inadeguato alle questioni relative alla scuola, alla formazione e alle politiche giovanili. Innanzitutto va sgombrato il campo da una questione: il Seguenza non è una scuola classista, non lo è mai stato. Non saranno, certo, le affermazioni “scriteriate” di una dirigente scolastica a cambiare il senso di una storia. La scuola e l’università sono per tutti, senza distinzione di condizione sociale o altri elementi di discriminazione. Su questo non ci possono essere né confusioni, né errori, salvo dimenticare decenni di lotte che hanno portato all’affermazione del diritto allo studio, garantito e protetto anche dalla Costituzione. E, quindi, da difendere sempre! Allo stesso tempo, sono da deprecare le prese di posizioni strumentali. In questi ultimi anni i tagli alle scuole hanno reso spesso precaria la qualità della vita scolastica. Per anni, istituti di ogni ordine e grado sono stati senza riscaldamento e carenti perfino delle forniture igieniche essenziali. Se è vero che la preside dovrebbe scusarsi, la politica non può certo fare la voce grossa. Il Sindaco De Luca invece di redarguire pensi a fare il proprio lavoro e, anche come Sindaco Metropolitano, dia le risposte che docenti e studenti chiedono alle istituzioni. È vero che non importa dove sei nato e di chi sei figlio, il sistema scolastico deve formare tutti, ma senza le risorse si tratta solo di retorica”- è quanto dichiara il coordinatore provinciale di Art.1, Domenico Siracusano in merito al “caso Seguenza”.
