Autorità Portuale dello Stretto, Art. 1 Messina: “Padiglioni Fiera, Pontile Giammoro e Zona Falcata questioni emblematiche”

Art. 1 Messina: "Il nuovo presidente Mega individui le responsabilità e rilanci l'azione dell'Authority"

L’Autorità Portuale di Messina, adesso con competenze anche su Villa e Reggio Calabria, può, con ancora maggiore impulso, svolgere un ruolo strategico nello sviluppo delle territorio dello Stretto. Al presidente Mario Paolo Mega il compito di rilanciare tale ruolo a partire da alcune questioni che rimangono aperte e che invece possono essere decisive”. A dirlo è il segretario di Articolo Uno Messina, Domenico Siracusano. Articolo Uno accende i riflettori su tre nodi dossier, che riguardano i Padiglioni Fiera, il Pontile Giammoro e la Zona Falcata.

Ristrutturazione di due padiglioni dell’area dell’ex Fiera di Messina

“Attualmente i lavori, assegnati alla Impresa Lupò di Messina per un importo di oltre 6 milioni e 800 mila euro, sono sospesi. Rispetto al progetto originario della R.T.P. Purini-Thermes-Lo Curzio di Roma (compenso 544.515 euro) sono state riscontrate alcune criticità segnalate dalla direzione dei lavori. Nel corso dell’esecuzione è emerso, infatti, un stato di degrado dei solai e dei cementi armanti tale da far avanzare perplessità sulla consistenza delle strutture. Tali rischi sono stati confermati dalle prove diagnostiche che hanno evidenziato problemi di natura sismica di tali manufatti. Ad oggi il lavori sono bloccati perché la perizia di variante ipotizzata comportava un notevole aumento dei costi e non rispetta la normativa vigente. La stessa Avvocatura dello Stato, interpellata dall’A.P., ha espresso parare contrario per tale variante poiché “non si tratta di sopravvenienze normative o imprevedibili bensì la necessità di ovviare a progetti inadeguati e lacunosi”. Per questo, si cercando una soluzione di ripiego. Alla ripresa dei lavori, molto probabilmente, con la somma stanziata per due padiglioni se ne realizzerà uno solo. Resta il grave danno in termini economici alla pubblica amministrazione. L’Avvocatura dello Stato, in buona sostanza, ritiene che vi sia stato un errore progettuale, quanto meno per sottovalutazione. Per questo, vanno individuate le eventuali responsabilità, tra progettisti e responsabile del procedimento, tenuto conto che, tra l’altro, chi ha validato il progetto aveva mosso una serie di rilievi al progetto esecutivo (la Inarcheck Spa Milano)”.

Pontile di Giammoro

“Per certi aspetti simile è la questione della realizzazione del Pontile di Giammoro. Finanziata agli inizi degli anni 2000, l’opera non è stata ancora realizzata, privando il territorio di una infrastruttura strategica. Il pontile infatti avrebbe dovuto facilitare il traffico via mare dei blumi e delle travi di ferro che vengono realizzate alle acciaierie di Giammoro riducendo notevolmente i costi di trasporto e impatto ambientale, evitando il trasporto di tali materiali da e per i porti di Messina e Milazzo, attraverso l’accesso ferroviario direttamente negli stabilimenti.
Si è svolta una gara di appalto integrato, i lavori sono stati assegnati alla Impresa Ricciardello, a cui spettava anche la redazione del progetto esecutivo. Anche questi lavori sono stati sospesi per problemi ancora non risolti riguardanti il binario ferroviario che deve collegare il pontile alle acciaierie. Anche qui, per probabili errori di progettazione.
Per entrambe le vicende occorre una operazione verità, per questo il Presidente Mega dovrà accertare responsabilità interne ed esterne all’Autorità Portuale, perché eventuali errori ed omissioni non possono finire per pesare sui bilanci dell’A.P.. Anche per evitare di assumersi responsabilità che non sono certamente sue”.

 bonifica Zona Falcata

“Il terzo dossier che sottoponiamo al Presidente dell’A.P. dello Stretto riguarda la bonifica della Zona Falcata, presupposto per qualsiasi iniziativa di utilizzo e rilancio dell’area. In questo caso risulta ingiustificabile il ritardo nella definizione delle procedure per la caratterizzazione dei terreni (il processo di individuazione delle tipologie di inquinanti) propedeutico alla successiva bonifica.
Tali ritardi sono imputabili alla stessa Autorità Portuale, nonchè all’Università di Messina con la quale è stata sottoscritta una convenzione proprio per il processo di caratterizzazione. Se è vero, che come più volte sottolineato dalla stampa cittadina, l’autorità portuale possiede una liquidità notevole (180 milioni non spesi) è altrettanto vero che non è un merito avere le casse piene e non usare i soldi per interventi utili alla comunità. Si sblocchi immediatamente la bonifica della Zona Falcata, rispetto alla quale anche lo stesso Sindaco De Luca non ha riposto particolare attenzione. Solo cosi le discussioni sul rilancio dell’area non saranno più mera fantasia ma potranno innervarsi di concretezza.

Al nuovo presidente dell’Autorità Portuale, forte anche della sua esperienza, chiediamo un rapido approfondimento di queste problematica per fare piena luce su quanto è avvenuto, per responsabilità di chi, e trovare le soluzioni per sbloccare questioni decisive per il nostro del territorio.
Chiediamo che struttura dell’A.P. massima agisca con trasparenza ed efficienza, come non sempre ha fatto negli ultimi anni. Investiremo ti tali questioni le nostre rappresentanze all’ARS e al Parlamento e nelle prossime settimane con una delegazione parlamentare chiederemo di incontrare il Presidente dell’Autorità Portuale, per verificare lo stato delle cose, discutere di altre questioni altrettanto importanti, ma anche di programmi futuri”– conclude Siracusano.