“La malattia diventa un’opportunità quando viene vissuta in modo attivo e non passivo. Voglio pensare che sia la mia malattia a darmi la forza e una resilienza che non avrei mai avuto”. A parlare è Cecilia Ferrari, la nuotatrice che mentre combatteva la sua battaglia contro il Parkinson ha attraversato a nuoto per ben due volte lo Stretto di Messina.
Cecilia ha raccontato la sua storia in occasione del Forum Risk Management a Firenze, insieme alla dottoressa Maria Antonietta Volontè. Ha scoperto di essere malata dal Parkinson una decina di anni fa: “Quando mi hanno diagnosticato il Parkinson- racconta– ho passato un momento difficilissimo, per circa un anno non ho seguito la cura farmacologica perche’ non accettavo di essere malata, poi mi sono ripresa, ho iniziato a curarmi e nel 2017 ho fatto la stimolazione cerebrale profonda, che ha cambiato la mia vita perche’ sono tornata ad essere normale e a sentirmi forte dal punto di vista fisico“. L’ultima impresa di Cecilia risale al luglio scorso. Dopo la traversata del 2018 di Cecilia Ferrari è ritornata a Messina per attraversare a nuoto lo Stretto in occasione dell’iniziativa che si è svolta nell’ambito del progetto “Un Mare da Vivere… senza Barriere”, dell’Associazione L’Aquilone Onlus di Messina: una Traversata Solidale dello Stretto di Messina dedicata alla famiglia Roy di Boston (Usa), che sostiene i progetti sociali dell’Associazione L’Aquilone.
L’iniziativa si è svolta col patrocinio della Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus e l’Accademia Limpe – Dismov e il supporto di Boston Scientific, società impegnata nelle soluzioni terapeutiche per il Parkinson come la Neurostimolazione Cerebrale (DBS).
Cecilia è l’esempio di come lo sport sia fondamentale nel combattere la malattia: “Ho attraversato lo Stretto per lanciare a tutti i malati di Parkinson come me il messaggio di non mollare mai e, per quanto possibile, di vivere la vita pienamente e divertendosi. Lo sport mi ha aiutato tantissimo ad affrontare la malattia, si dice che sia importante per tutte le patologie croniche, ma per la mia e’ fondamentale perche’ il fatto di porsi obiettivi lungimiranti aiuta tantissimo”.
