“Siamo alle solite. Di fronte ad una questione reale, il Sindaco De Luca invece che provare a mettere in campo una strategia seria e coordinata, insegue la ribalta, tra social e giornali online. Ma è di tutta evidenza che, a De Luca e ai suoi, non interessa affrontare realmente le questioni, ma alzare continuamente polveroni per coprire il vuoto della propria esperienza amministrativa“.
A dirlo è il coordinatore provinciale di Art. 1 Domenico Siracusano, che stavolta punta il dito contro i recenti blitz notturni che hanno interessato la movida di Messina: “Le cronache degli ultimi giorni registrano l’attivismo dell’Amministrazione Comunale focalizzato sulla cosiddetta “movida”. Si sono susseguiti blitz e iniziative di repressione contro illegalità o irregolarità che, a diverso titolo, hanno riguardato i gestori e i fruitori, soprattutto giovani e giovanissimi, delle notti messinesi. La Giunta Comunale ha, quindi, convocato le rappresentanze sindacali di commercianti e esercenti per avviare una campagna contro l’alcolismo“.
Per Siracusano però la questione giovanile è tremendamente seria e complicata e va affrontata nel suo complesso: “Va premesso che, per individuare strumenti e azioni che possano supportare il percorso di crescit dei giovani, non serve un approccio di tipo moralistico o paternalistico o peggio unicamente repressivo e securitario. Occorre saper guardare alle giovani generazioni come risorsa decisiva per la crescita sociale e culturale del territorio”.

Articolo Uno da qualche mese ha attivato uno specifico “Osservatorio sulle Politiche Giovanili” avviando un approfondimento di merito sulle buone pratiche diffuse nei grandi e piccoli centri del territorio nazionale: “Le amministrazioni che, sia al nord che al sud, sanno attivare percorsi virtuosi lo fanno nella prospettiva di “investire” sulle energie e sulla creatività giovanile, liberando spazi per l’aggregazione e il coworking e offrendo occasioni di crescita culturale– ricorda Siracusano– Costruire serie politiche giovanili significa pensare alle opportunità formative – non solo scuola e università -, all’orientamento e all’ingresso nel mondo del lavoro ed a una articolata politica della casa, cosi da sostenere i giovani nel percorso verso l’autonomia, a partire dalle migliaia di ragazze e ragazzi che vivono nelle periferie degradate.
Allo stesso modo le questioni relative all’uso e all’abuso di alcool e droghe vanno affrontante avendo chiara una prospettiva di senso. È evidente che gestori e fruitori devono attenersi alle normative previste, ma il rispetto delle regole è solo la superfice di un disagio profondo che attraversa le giovani generazioni. Quel disagio, in cui ci stanno anche i drammatici dati sull’emigrazione giovanile e sull’invecchiamento della popolazione messinese, va compreso e interpretato”.
