Lunedì 4 Novembre si celebra la “Festa dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze Armate”. In ricordo di coloro che hanno contribuito, con le loro vite, a rendere libero il nostro Paese.
La solennità di questa giornata simboleggia anche la determinazione degli uomini e delle donne delle Forze Armate italiane, sempre pronti a mettersi quotidianamente al servizio del Paese, quali garanti della tutela e della sicurezza collettiva consapevoli di dover sacrificare la propria vita per difendere i valori di giustizia e democrazia.
In tale ambito, dopo la consueta deposizione di una corona di alloro – alle ore 10.00 – a Piazza Unione Europea, alle successive ore 12.00, nei saloni di rappresentanza della Caserma “A. Bonsignore”, il Gen. C.A. Luigi Robusto, Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, inaugurerà, alla presenza delle massime Autorità civili, militari e religiose della Provincia, la mostra dedicata al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa “Medaglia d’oro al Valor Civile e Medaglia d’argento al Valor Militare- “Eroe del nostro tempo” .
Madrina dell’evento sarà il Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi a suggellare il legame tra il Generale e Prefetto Dalla Chiesa con le Istituzioni in cui ha sempre creduto e che ha rappresentato con onore e fedeltà.
Carlo Alberto Dalla Chiesa
Figlio d’arte, trascorse buona parte dell’infanzia in terra di Sicilia (il padre Romano, negli anni ’30 prestò servizio in Sicilia quale Comandante della Divisione di Agrigento con il grado di Maggiore, partecipando alle campagne del Prefetto Mori).

Durante il periodo della sua permanenza nel capoluogo siciliano, con D.P.R. del 27 settembre 1970 venne decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Civile.
Promosso Generale, dopo aver comandato la Brigata di Torino per quattro anni, nel 1977 assunse per decreto governativo l’incarico di coordinatore del Servizio di Sicurezza degli Istituti di Prevenzione e di Pena e, a partire dal settembre 1978, anche le funzioni di coordinamento e cooperazione tra le forze di Polizia per la lotta contro il terrorismo, alle dirette dipendenze del Ministro dell’Interno. Continuò in tali incarichi anche con il grado di Generale di Divisione, conseguito il 31 dicembre 1977, sino a quando non fu preposto al comando della 1ª Divisione Carabinieri “Pastrengo” di Milano, che resse dal dicembre 1979 al dicembre 1981. Fu Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri dal dicembre 1981 al maggio 1982.Promosso al grado di Generale di Corpo d’Armata al momento di lasciare la carica di Vice Comandante Generale (5 maggio 1982), con decorrenza dal giorno successivo venne collocato in ausiliaria e nominato Prefetto di 1ª classe e destinato a Palermo. La sera del 3 settembre 1982, mentre si dirigeva in compagnia della moglie al proprio domicilio, cadde con essa in un agguato mortale.
Quanto la personalità e l’operato del Generale Dalla Chiesa fossero apprezzati dal Governo e dalla Nazione è dimostrato dai seguenti altissimi riconoscimenti decretati alla sua memoria:
- Medaglia d’Oro al Valor Civile conferita al Prefetto della Repubblica Dr. Carlo Alberto Dalla Chiesa;
- Decreto 17 maggio 1983 del Ministro della Difesa. Conferimento della decorazione di Grande Ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia.
Nello stato di servizio del Generale Dalla Chiesa figurano – oltre ad attestati di benemerenza ed altre distinzioni cavalleresche –19 encomi solenni, tributatigli nel corso della carriera.
Nel corso della sua lunga carriera, il generale Dalla Chiesa fu l’artefice della risposta dello Stato all’aggressione terroristica, dapprima con la costituzione degli speciali reparti dei Carabinieri antiterrorismo, poi anche in contesto interforze, e riuscì ad organizzare, mediante l’adozione di mezzi e soprattutto mentalità moderni, basati sull’analisi della massa dei dati informativi che giungono dalla struttura territoriale dell’Arma, gli organismi investigativi in modo tale da affrontare questa nuova gravissima minaccia che in quegli anni aveva causato molte vittime tra i servitori dello stato, magistrati, forze dell’ordine, esponenti politici.
Cosa Nostra reagì e il 3 settembre 1982 trenta pallottole di Kalashnikov falciarono il Generale Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti-Carraro, mentre un altro killer uccise l’agente di scorta, Domenico Russo. Il Generale tentò di proteggere invano la moglie col suo corpo, prima di esalare l’ultimo respiro.
L’impegno ed il sacrificio del Generale Dalla Chiesa – che anche oggi ricordiamo – hanno avuto il merito di scuotere le coscienze dei siciliani e degli italiani ed hanno posto le basi per quella riscossa civile che, anche attraverso il martirio di altri servitori dello Stato, ha condotto successivamente ad infliggere duri colpi alla mafia.
Il 29 giugno 1982, invece, in un discorso rivolto ai familiari dei tossicodipendenti all’Istituto Don Bosco di Palermo, il Generale disse: “Io non posso mettere in bilancio che dei giovani si affaccino alla società con la spina dorsale flessa, non posso ritenere che tutto ciò sia inevitabile. Avremmo già perso la nostra battaglia se ritenessimo di non poter far nulla per riportarli a vivere l’ambiente della gioia, e fare in modo che siano protagonisti di un avvenire costruito con le proprie mani. Per questo tutti dovremmo essere uniti perché non si è soltanto padroni della propria personalità ma anche dei propri diritti (…)”. Non dobbiamo genufletterci perché siamo tutti portatori di meningi e di valori spirituali. Rivalutare e difendere le une e gli altri vuol dire non privarci degli unici strumenti che ci possono consentire di rimanere i veri protagonisti del nostro destino. Io dico a questi giovani: non fatevi fagocitare dai ladri del sistema gestito da chi vi toglie ossigeno per trarne lucro e prestigio. (…)”.
La mostra, inoltre, sarà arricchita anche da una suggestiva esposizione di uniformi, cimeli e documenti dell’epoca. Verrà esposta una riproduzione dell’uniforme indossata dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, durante il periodo in cui ha ricoperto l’incarico di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri (10.12.1981 – 05.05.1982) ma anche documenti originali a sua firma che richiamano gli interventi di etica morale e professionale durante i periodi di comando nell’Arma dei Carabinieri, nonché atti di Polizia Giudiziaria relative alle indagini sull’agguato che portò al suo assassinio e a quello della propria consorte il 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini a Palermo.
Al riguardo infatti assume un grande valore storico e sarà esposto un rapporto giudiziario relativo alle indagini che furono effettuate successivamente al suo assassinio ed il conseguente mandato di cattura dei responsabili dell’agguato firmato dal Giudice Giovanni Falcone.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 al 22 novembre presso i saloni di rappresentanza del Comando Interregionale CC Culqualber – dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30 mentre il sabato dalle 9.00 alle 12.00.
