L’ufficio legale della Presidenza della Regione, nella giornata di ieri, ha sciolto la riserva stabilendo sostanzialmente che il referendum per la costituzione del comune monte mare si debba fare. Adesso la parola passa alla Magistratura amministrativa.
Ma perché nasce la voglia di istituire un comune staccato da Messina per la zona estrema Nord della città? A domandarselo è il consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto.
La risposta- secondo il consigliere- “non è difficile poiché è del tutto evidente un accentramento amministrativo che taglia purtroppo fuori sia come servizi che come “potere decisionale” le circoscrizioni.
Sia chiaro che il mancato decentramento affonda le sue radici ben oltre l’attuale amministrazione.
Eppure se partissimo da un dato incontrovertibile che è la Costituzione:
recita l’art. 5 che “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento [cfr. art. 114 e segg., IX]” Decentrare è un termine così tanto antico che ancora oggi fa “paura”. Decentrare significa “spogliarsi” di pezzi di potere facendoli gestire ad organismi più vicini a persone o cose.
Da decenni si parla in città di decentramento amministrativo senza che alle parole siano seguite fatti concreti.
Decentrare i servizi è un modo per avvicinare la PA al cittadino, ed il referendum del Comitato Monte Mare è la risposta ad un decentramento inesistente, a sottovalutare che ci sono “pezzi di territorio” che rivendicano la presenza che poteva essere garantita dando alle Circoscrizioni i tanto famosi “pieni poteri”. Invece ancora del regolamento sul decentramento se ne sa poco o nulla, in palleggio tra consiglio comunale e Giunta. C’è poi un altro tipo di decentramento, quello funzionale, per intenderci ad ognuno il suo.
Il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Consigli Circoscrizionali, Dirigenti e Dipartimenti.
E qui il discorso è ancora più complicato non tanto perché la legge impone il decentramento, quanto perché vi è una “confusione” di ruoli soprattutto al “ribasso”.
Il referendum per la nascita del comune Monte Mare, al di là di cosa accadrà, è comunque una sconfitta per la politica che sottovaluta le istanze di chi si sente tagliato fuori da servizi e da scelte”.
Messina, la Regione ha deciso: ok al referendum per il Comune Montemare
Messina, Cacciotto: "Referendum Comune Montemare? Un fallimento della politica"
