È drammatico il bilancio dell’esplosione avvenuta ieri pomeriggio a Barcellona Pozzo di Gotto. Un’intera comunità è scossa per la strage avvenuta nel deposito di fuochi d’artificio della ditta Costa. Si contano cinque morti e due feriti, tra cui il figlio del titolare, Bartolomeo Costa, 37 anni, trasportato in elisoccorso in prognosi riservata all’ospedale di Palermo, e un dipendente, Antonino Bagnato, ricoverato al centro grandi ustioni di Catania.
Aperta un’inchiesta per omicidio colposo plurimo
L’esplosione di ieri pomeriggio è stata accompagnata da due forti boati avvertiti anche dai residenti della città mamertina. Quest’oggi il Procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto Emanuele Crescenti si è recato di nuovo in sopralluogo nella fabbrica di fuochi d’artificio.
È stata una tragedia e si indaga per omicidio colposo plurimo. Al momento non ci sono indagati. Quel che sembra certo è che sarà un’indagine lunga che porterà a verificare la sicurezza dei luoghi di lavoro. Indagini di questo tipo richiedono tempo e accertamenti tecnici e verifiche.”Stiamo cercando di fare il punto della situazione che presenta diversi aspetti da chiarire”- ha detto il Procuratore Capo Emanuele Crescenti.
Esplosione innescata dalle scintille finite nel colorante
Ieri pomeriggio all’interno del deposito erano in corso dei lavori di manutenzione affidati ad una ditta esterna: si stavano facendo lavori di saldatura per la sistemazione dei cancelli della struttura. Struttura sottolinea il magistrato alla Tgr Rai Sicilia, “adibita a fabbrica di fuochi, e dico adibita perche’ non era nata per esserlo e i lavori si stavano facendo proprio per mettere le strutture in sicurezza“. Sedici locali separati su cui incombeva l’obbligo della messa in sicurezza, “per questo stava intervenendo la ditta esterna e gli operai stavano sistemando alcuni cancelli con delle saldature. L’esplosione sarebbe dovuta”, conclude il procuratore, “a una poca attenzione“ in questi lavori, “ha subito interessato alcuni locali con un effetto domino sugli altri“. “L’ipotesi piu’ plausibile, ma siamo ancora in una fase di inizio attivita’, e’ che le scintille del flex, del saldatore con il quale stavano lavorando gli operai della ditta per creare barriere metalliche, abbiano provocato delle scintille andate a finire non nell’esplosivo, perche’ cio’ non avrebbe creato problemi di questo tipo, bensi’ nel coloranteche ha preso fuoco e ha fatto da miccia per l’esplosione devastante. Questa e’ l’ipotesi attuale di lavoro“-ha detto il procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, Emanuele Crescenti.
Stamattina in contrada Cavalieri-Femminamorta sono arrivati anche gli investigatori del Ris di Messina e gli specialisti del nucleo investigativo antincendi.
Le vittime
Tutte le cinque vittime dell’esplosione sono state identificate. Oltre alla moglie del titolare, Venera Mazzeo, 71 anni, hanno perso la vita gli operai della ditta Bagnato di Meri’ – in provincia di Messina – che stavano montando le porte di metallo: Mohamed Taeher Mannai, magrebino di 39 anni che era uno dei due dispersi ed e’ deceduto subito dopo l’arrivo in ospedale, Giuseppe Testaverde, 34 anni, Vito Mazzeo, 23 anni e Fortunato Porcino, 36 anni. Le famiglie delle vittime chiedono che si accertino le responsabilità di quanto accaduto.
Mattarella: Medaglia d’oro a vigili fuoco, “Impegno straordinario”
“Nel corso degli ottanta anni di attivita’ il corpo nazionale dei vigili del fuoco, con generosa abnegazione e straordinario impegno, ha quotidianamente assicurato le fondamentali missioni del soccorso pubblico e della difesa civile, a salvaguardia della vita umana, dell’incolumita’ pubblica, dell’integrita’ dei beni e dell’ambiente, entro i confini nazionali e in territorio estero“. Si legge nella motivazione con cui e’ stata assegnata la Medaglia d’oro al valore civile al Corpo dei vigili del fuoco nell’ottantesimo della fondazione, resa nota oggi a Catania alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un impegno dimostrato anche ieri a Barcellona Pozzo di Gotto. “Il personale tutto – prosegue la motivazione – con esemplare coraggio ed encomiabile slancio solidaristico, e’ intervenuto con tempestivita’ ed efficacia, anche con l’ausilio di mezzi e strumenti tecnologici sempre piu’ sofisticati, in tutti gli scenari emergenziali, salvando migliaia di persone, recuperando beni, anche di pregevole valore artistico, e mettendo in sicurezza numerose e importanti strutture. Per la straordinaria vocazione all’altruismo e la naturale prossimita’ anche alle giovani generazioni, sempre piu’ coinvolte in percorsi educativi sulla prevenzione degli incendi e sulla sicurezza per l’incolumita’ pubblica – conclude la motivazione – il corpo nazionale dei vigili del fuoco ha suscitato l’unanime gratitudine e ammirazione del Paese e della Comunita’ internazionale, rinsaldando, in ogni occasione, il profondo legame con le popolazioni”.
Il Presidente della Regione Toscana: “Emanare nuove regole di sicurezza”
“Esplode in provincia di Messina una fabbrica di fuochi d’artificio : 5 morti. È una carneficina. Quante volte in questi ultimi venti anni abbiamo letto notizie come queste. Ricordo anche nella mia Toscana lo spettacolo drammatico di una fabbrica pirotecnica esplosa e il racconto dei vigili del fuoco che avevano raccolto i resti dei morti. La domanda che mi faccio è se è possibile fermare o almeno ridurre queste stragi che avvengono per garantire il nostro divertimento. Se non si debbano cambiare e migliorare regole, procedure di fabbricazione, tecniche di sicurezza? Io non credo che lo Stato abbia fatto davvero tutto per tutelare la vita di questi lavoratori“. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. “Voglio proporre alle altre Regioni di chiedere al governo di lavorare insieme per emanare eventuali nuove regole più sicure e controlli più stringenti e obblighi formativi più rigorosi – aggiunge Rossi – E se poi i fuochi dovessero costare un po’ di più vuol dire che ne faremo un po’ di meno e così spaventeremo meno i cani“.