Ancora un altro gravissimo episodio all’interno del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Dopo il caso del tentato suicidio di stanotte, stamattina nella struttura penitenziaria, per l’ennesima volta, si è sfiorata la tragedia. A raccontare i dettagli di quanto accaduto la Federezione Sindacale Cosp: “un detenuto, E. C., extracomunitario ha aggredito un altro compagno di detenzione e oggi, verso le 13, ha cercato di soffocare un assistente capo della Polizia Penitenziaria. L’agente, grazie all’intervento di altri detenuti e degli agenti, è stato salvato dal sicuro tentativo di soffocamento“. Secondo quanto riportato dal Cosp, l’agente è stato trasportato d’urgenza in ospedale.
Il Cosp da tempo denuncia la grave situazione all’interno dell’istituto, in cui gli agenti “quasi tutti i giorni“, mettono la loro vita nelle mani “dei criminali violenti, la maggior parte psichiatrici da ricovero OPG”.
Durissimo il commento del Delegato nazionale della Sicilia della FS-COSP: “siamo uomini Poliziotti che rischiamo la vita per 1.300 euro al mese, quando ci pagano anche gli emolumenti accessori, e non carne da macello per galeotti“.
In tutto il Penitenziario sarebbero in totale presenti circa 230 reclusi, la cui vigilanza è stata affidata- racconta sempre il Cosp- “proprio in quelle ore in cui veniva aggredito il Poliziotto di sezione. Uomini e donne sempre presenti in servizio nonostante turni massacranti, sovraccarico di lavoro, mancato pagamento del lavoro straordinario obbligato oltre le sei ore e fino a raggiungere le 12 ore continuative, pochi riposi psicofisici, a rischio anche le ferie estive, e poi ancora, mancato pagamento del lavoro straordinario dei mesi marzo, aprile e maggio, mancato pagamento FESI (servizi disagiati) dell’anno precedente 2018. Un CCNL scaduto da 160 giorni e non si parla di rinnovo, se non una vacanza contrattuale pari a 14 euro mensili: una miseria per chi è chiamato a svolgere attività di specialisti della formazione e della sicurezza delle Carceri Italiane a quota 64.000, contro 54.000 posti letto e con una carenza di -12.000 unità di Polizia”.
La Polizia Penitenziaria a Barcellona verrebbe chiamata in servizio in ogni momento e il più delle volte non conosce quasi mai il proprio turno di lavoro e la pianificazione degli orari di lavoro nei tempi giusti dettati dagli accordi vigenti: “Lo stesso detenuto, nello stesso reparto detentivo ieri ha cercato di colpire anche propri compagni di detenzione, una guerra uomo contro uomo, criminali contro i tutori dell’ordine con la licenzia per i primi di aggredirci e forse attaccarci e colpirci in ogni momento- dichiara Mastrulli- Noi ci siamo ma lo Stato dov’è? Auspico che il detenuto sia immediatamente trasferito ,denunciato all’Autorità Giudiziaria e sottoposto in carcere a regime duro”.
ll Cosp parteciperà alla manifestazione nazionale del 12 luglio, in programma alle ore 9,00 a Piazza Montecitorio: “potremmo gridare a chi ha orecchie per ascoltarci nei Palazzi del Governo e del potere, la voce e l’amarezza dei Poliziotti“. Infine l’appello al Ministro Bonafede e al Capo Dipartimento Basentini: “Se ci siete, battete un colpo”- conclude il Cosp.
