Occhi puntati a Messina sul caso del pianoforte nella centralissima Galleria Vittorio Emanuele. La notizia della rimozione del pianoforte stavolta trova unita e compatta la stragrande maggioranza cittadini, sbalordita per la solerzia con la quale l’Amministrazione De Luca ha accolto le richieste di “una cittadina” (o un’amica di Santa Teresa?).
La signora, infastidita dal pianoforte ha chiesto che lo strumento musicale venisse rimosso: prontamente l’Amministrazione comunale ha deciso che il pianoforte va trasferito al mercato Muricello. Tutta questa vicenda, ma specialmente la solerzia e l’accondiscendenza dell’Amministrazione comunale, ha del paradossale: mentre in galleria le note del pianoforte disturbano la quiete pubblica, le vie del centro di notte sono in preda agli incivili, ai barbari, alla bolgia infernale.
Un innocuo pianoforte causa disturbo e quindi va rimosso, ma non si interviene ad imporre e garantire il rispetto di regole ferree nel resto delle zone del centro, specie sulla movida al Duomo.
In centro città il vero problema non è certo un pianoforte, ma la movida selvaggia.

Ed è per questo che monta la rabbia dei residenti del centro storico, che più che venga tolto il pianoforte, vorrebbero semplicemente che si garantissero decoro e civiltà. Nel weekend i residenti si sentono ostaggio della movida: le vie di accesso e di fuga dei condomini sono ostruite dai tavolini ed è impossibile riposare. Facile comprendere quale sia il loro stato d’animo in questo momento: si sentono presi in giro per le promesse non mantenute dall’Amministrazione. Quale giro di vite c’è stato sulla movida a Messina? Nessuno.
Neanche l’annuncio dell’arrivo dei “falchi”, i vigili in motocicletta, ha portato risultati sperati. Anzi, finora di notte dei vigili urbani non c’è neanche l’ombra. Un ringraziamento va invece agli uomini e alle donne dell’Arma dei Carabinieri e agli agenti di Polizia, che nel weekend pattugliano il territorio assicurando alla giustizia i tanti che senza scrupolo alcuno si mettono alla guida sotto effetto di alcool e stupefacenti.
Il Duomo di notte continua ad essere un grande bazar per gli ambulanti abusivi e una grande discoteca a cielo aperto.
