Approvato in Italia l’emendamento sul Revenge Porn

Approvato in Italia l’emendamento sul Revenge Porn. Giuseppe Lavenia: "il problema sta qui, ancora una volta, nella consapevolezza di sé e nel come si usa il mezzo"

La Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento al disegno di legge “Codice rosso” che introduce il cosiddetto reato di revenge porn, letteralmente “vendetta pornografica”, che indica la diffusione di immagini e video privati senza il consenso della persona interessata. Nonostante i fatti di cronaca raccontino già da diverso tempo di questi episodi, fino a oggi, in Italia le “vittime” di questa pratica non godevano di alcuna tutela. Ma perché si ricorre a questo tipo di vendetta? Come mai gli adolescenti, spesso, durante le loro esperienze sessuali sentono il bisogno di fare video e di condividerli con gli amici? Succede perlopiù negli amori finiti senza che entrambi gli ex partner abbiano accettato questa interruzione: del 10% degli uomini che minaccia di pubblicare scene di vita intima, circa il 70% lo fa realmente. “Con l’avanzare dell’era di internet non è più possibile cancellare il passato: tutto ciò che viene postato sul web e condiviso diventa di tutti, anche se le immagini sono state riprese a propria insaputa o contro la propria volontà. Bisogna intanto prendere consapevolezza di questo!”, commenta Giuseppe Lavenia, psicologo, psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te. “Lo sviluppo della tecnologia permette anche una più rapida diffusione di immagini e video in rete. Ormai, gli adolescenti, e non solo, hanno a disposizione strumenti tecnologici che permettono di fare foto con molta più facilità, facendole diventare virali in un lampo. Questo perché i giovani vivono in una società dove l’immagine viene iper utilizzata sminuendone così il valore. Il problema sta sempre qui, ancora una volta, nella consapevolezza di sé e nel come si usa il mezzo. Questo “narcisismo digitale” rappresenta il vero e proprio problema per i giovani di oggi. Si sentono onnipotenti e pensano che l’unico modo per poter godere pienamente di una situazione sia mostrarla agli altri”, conclude Giuseppe Lavenia. L’emendamento approvato riempie un vuoto normativo italiano introducendo un nuovo tipo di reato: chiunque invii, pubblichi o diffonda immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso delle persone rappresentate, è punibile con la reclusione da 1 a 6 anni e con multe che vanno da 5 mila a 15 mila euro. Per ora, però, è stato approvato soltanto l’emendamento, e siamo in attesa dell’approvazione.

Bio Giuseppe Lavenia
È psicologo e psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo. Dal 2002 si occupa di dipendenze tecnologiche ed è Direttore Responsabile dell’Area Nuove Dipendenze del Centro Salus e di Dipendenze.com. Dal 2013 è Vice Presidente dell’Ordine degli Psicologici della Regione Marche e consigliere nazionale ENPAP. Oltre alle numerose pubblicazioni scientifiche su riviste di settore accreditate sulle tematiche delle dipendenze, è autore di “Le dipendenze Tecnologiche. Valutazione, diagnosi e cura” (Giunti, 2018), “Internet e le sue dipendenze. Dal coinvolgimento alla psicopatologia” (Franco Angeli) ed è coautore del romanzo clinico che racchiude quattro racconti sul tema delle internet dipendenze intitolato “Net Addiction. Prigionieri della rete” (Delos Digital). Attualmente è Docente a contratto di Psicologia del lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Ancona, già docente di diversi insegnamenti presso l’università degli Studi di Chieti e Urbino (Psicologica dell’Età Evolutiva, Psicologia della Salute e Nuove Dipendenze, Psicologia Dinamica, Teorie e tecniche del colloquio psicologico, psicologia clinica). Partecipa a Congressi in ambito nazionale e internazionale, scrive e collabora con diverse testate giornaliste, radio e Tv.
www.dipendenze.com

Info Associazione Nazionale Di.Te.
L’Associazione Nazionale Di.Te. – Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo. È un’organizzazione di volontariato che si avvale di un team di esperti psicologi, psicoterapeuti ed educatori formati sul tema delle dipendenze tecnologiche. L’Associazione Nazionale Di.Te. ha l’obiettivo di indagare i temi sempre più diffusi delle nuove dipendenze, tra cui anche quello dell’Hikikomori, oltre che attivarsi concretamente con azioni formative, di sensibilizzazione e di prevenzione. Si occupa del trattamento delle dipendenze tecnologiche, del gioco d’azzardo patologico (GAP) e dei fenomeni internet correlati, come il cyberbullismo. Promuove interventi finalizzati alla prevenzione e al contrasto di questi fenomeni attraverso servizi di consulenza, informazione, divulgazione e sensibilizzazione in merito all’uso responsabile della rete e dei rischi connessi. www.dipendenze.com