“Il ponte sullo Stretto deve ritornare al centro del dibattito. Senza pregiudizi, ma con un’analisi seria perché è un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo di tutto il territorio“. L’appello arriva dal Consiglio generale della Filca Cisl di Messina che, alla presenza del segretario generale della Filca Cisl Sicilia Paolo D’Anca e del segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese, ha fatto il punto sullo stato del settore edile in provincia.
“È una grande opera che porterebbe anche al potenziamento delle reti viarie e ferroviarie – ha detto il segretario generale della Filca Cisl Messina, Giuseppe Famiano – ma consentirebbe di attrarre investimenti verso il Mezzogiorno e ridurre il divario tra Nord e Sud. Il ponte sullo Stretto è sempre stato un ostaggio politico, la sua realizzazione discussa solo per propaganda elettorale. Le infrastrutture non sono di destra o di sinistra, servono per soddisfare i bisogni della collettività“.
A dare forza è stato il segretario generale della Filca Cisl Sicilia, Paolo D’Anca. “Il ponte sullo Stretto deve essere il biglietto da visita dell’opera di infrastrutturazione che si deve fare in Sicilia, l’opera simbolo che rilanci tutti i lavori nell’isola. Siamo pronti a scommetterci insieme alla Cisl e alla Filca regionali e territoriali siciliane e calabresi per una grande iniziativa che rimetta al centro dell’agenda politica la realizzazione della grande opera“.

Il segretario generale della Cisl Messina ha quindi sottolineato come lo “sviluppo del territorio passi dalla capacità di mettere a sistema tutti i settori della produzione e dell’accoglienza. Ma senza infrastrutture logistiche è impossibile renderlo attrattivo economicamente e socialmente”.
Lungo, come al solito, è stato l’elenco delle opere che restano incompiute in provincia di Messina e anche drammatico il resoconto dei dati provenienti dalla Cassa Edile sul lavoro nel settore. La massa salari è più che dimezzata in dieci anni (dai 103 milioni di euro del 2008 ai 42 milioni di euro del 2017) e il numero degli operai dichiarati è passato dai circa 14 mila del 2008 ai 6.166 del 2018.
Proprio quando partono i lavori per il porto di Tremestieri e la via Don Blasco, la Filca Cisl ricorda il protocollo d’intesa siglato nel 2014 tra sindacati e Comune di Messina per l’utilizzo della manodopera locale da parte delle imprese aggiudicatarie dei lavori. “Dobbiamo vigilare sul rispetto del protocollo – ha detto Famiano – perché serve dare ossigeno ai tanti lavoratori messinesi che oggi sono tagliati fuori dal mercato a causa della riduzione del lavoro”.
