A tu per tu con i ragazzi della Lega Giovani: “Siamo la ventata di novità a Messina, siamo i leghisti del sud” [INTERVISTA]

L'intervista ai ragazzi della Lega Giovani Messina: “Lo Monte? È il nostro padre politico. Bramanti? La nostra guida”

Si riunisco tutti nello studio dell’onorevole Lo Monte, a qualche minuto di distanza dal centro città a Messina. Lì hanno creato il loro “quartier generale”. Sono otto in totale, ma in tutta la Sicilia il loro gruppo cresce a vista d’occhio, raccogliendo adesioni e consensi, e contano di fare lo stesso nella città dello Stretto, creando una rete capillare di coordinamento nei quartieri, nelle scuole, nei dipartimenti e negli organi superiori dell’Ateneo.

Quando gli chiediamo usare degli aggettivi per descrivere se stessi e il loro movimento ci rispondono: “Ci definiamo coraggiosi, determinati, caparbi e nuovi”. Sono i Giovani della Lega di Messina: l’ala giovane del Carroccio nella città dello Stretto, 8 giovanissimi, tutti tra i 17 e i 20 anni. Tra di loro c’è anche una ragazza (l’unica) “trapiantata” a Messina, ma nata in Veneto.

Nonostante la giovanissima età, qualcuno di loro, sempre sotto la guida del “padre spirituale e politico” Lo Monte, ha già fatto esperienza in politica e cioè Fortunato Grillo, in corsa al consiglio comunale alle scorse elezioni amministrative.

Questi ragazzi si sono presentati ufficialmente alla città lo scorso ottobre, quando su imput del coordinatore nazionale Andrea Crippa, nell’ambito della politica espansionistica del Carroccio al Sud, sono stati istituiti i coordinamenti della Lega nella Sicilia Orientale, Messina compresa.

Nella città dello Stretto a tenere ben salde le redini del gruppo ci pensa Fortunato Grillo, il coordinatore provinciale. 21 anni, studente di archeologia, Fortunato sogna una città a misura di bambino e una città ordinata, sicura e che valorizzi le sue bellezze artistiche. Insieme a lui c’è anche Sergio, l’addetto alla comunicazione del movimento, e gli altri ragazzi, tutti uniti da una profonda ammirazione per Matteo Salvini.

Non amiamo i salotti- raccontano ai nostri microfoni- ma amiamo muoverci nelle piazze. Siamo impegnati a fare raccolte alimentari, abbiamo in gestione le aree verdi di Bisconte… facciamo un po’ come faceva Matteo Salvini da giovane”.

Com’è naturale che sia, Salvini per questi ragazzi è un leader di ferro, dal carisma indiscusso, si capisce subito quando gli facciamo una domanda a bruciapelo sulla vicenda della nave Diciotti, per la quale il Ministro fu accusato di sequestro di persona, vicenda poi conclusasi con l’assoluzione:

“Salvini– ci rispondono- ha fatto ciò che andava fatto. Gli elettori lo hanno votato per il suo programma, Salvini è l’unico politico negli ultimi anni che  sta rispettando il suo programma nazionale. E sul caso della Diciotti, in fin dei conti, il Ministro ha difeso l’interesse della Nazione. È un dovere sancito dalla Costituzione”.

Tagliamo corto e passiamo subito alle questioni che interessano la città di Messina e prima di tutto chiediamo a questi ragazzi perché un ragazzino poco più che 18enne e di Messina debba sostenere la Lega.

Ci rispondono: “Sarebbe il caso di capovolgere la domanda, ovvero chiedere perché un messinese non dovrebbe aderire alla Lega. La Lega- dichiarano– è il partito della territorialità, il partito che esalta il territorio. Noi in Sicilia abbiamo quello che le Regioni del Nord chiedono da anni, cioè lo Statuto Speciale, il titolo di Regione Speciale. Con rammarico, e da siciliani, sappiamo bene che lo Statuto non è mai stato attuato nella sua interezza. E uno dei compiti della Lega in Sicilia è quello di attuare il nostro Statuto speciale”.

Beh..non è che in Sicilia manchino movimenti o forze politiche che si battano per l’applicazione dello Statuto, perché allora non scegliere di aderire ad un altro movimento (magari anche siciliano)?

“Essere leghisti- ci rispondono- vuol dire anche essere siciliani e messinesi. La lega non è solo autonomismo, è un partito nazionale che si batte anche per contrastare l’immigrazione clandestina, per  l’economia, i rapporti con l’Unione Europea. Ha un raggio di azione più ampio, che va oltre la questione dell’autonomia siciliana. Noi siamo favorevoli al federalismo, ma non alla secessione, cioè siamo favorevoli applicazione in toto dello Statuto siciliano. Musumeci al Congresso di Pontida ha fatto un bel discorso, ha detto “dobbiamo essere uniti da nord a sud per combattere gli speculatori europei”. Ecco, noi crediamo che debba essere così”.

Ok siete leghisti, vi riconoscete anche nei valori della Lega ai tempi di Bossi?

C’è una profonda differenza tra la Lega a guida Bossi e quella di Salvini. Il passato non si cancella, ma Salvini ha fatto una vera rivoluzione all’interno del partito. Ha cambiato lo Statuto eliminando anche le parti che riguardavano il vecchio programma di Bossi. Crediamo che questo sia un segnale concreto e non è un caso se in Parlamento, alla Camera e al Senato, ci siano diversi leghisti provenienti dal Sud. Ad esempio anche il ministro Bongiorno ha origini siciliane. Anche in tema giovanile Salvini ha fatto una vera rivoluzione: prima avevamo i Giovani Padani, ora abbiamo i Giovani Leghisti. Il progetto è quello di abbracciare tutte le territorialità dello stivale. Con Salvini il partito è cambiato nella forma e anche nella sostanza”.

Passiamo ai fatti di Palazzo Zanca: il 14 agosto Bramanti ha spiazzato tutti comunicando alla città il passaggio alla Lega. In consiglio comunale siedono 4 consiglieri leghisti, cosa pensate al riguardo e che rapporto avete con l’ex candidato sindaco del centrodestra?

Il passaggio di Bramanti alla Lega per noi è stato un invito a nozze. Il professore Bramanti è un grande professionista. È vero, si è presentato alle elezioni senza simboli, ma sulla sua figura c’è stata subito una netta convergenza delle varie anime del centrodestra. Merito della  sua professionalità e bravura, per Messina serviva un professionista che sapesse fare il sindaco, non che De Luca non lo sappia fare… è che lo vedremmo bene in altri ambienti. Il passaggio alla Lega ad agosto probabilmente è stato una mossa a sorpresa, ma grazie a ciò Messina oggi è la prima città  Metropolitana ad avere un gruppo consiliare leghista. Il professore per noi è un punto di riferimento, perché possiamo confrontarci con lui sulle vicende della città e possiamo esporgli le nostre proposte. Bramanti per noi incarna dei valori della Lega, che sono la difesa del territorio e l’apertura al cambiamento. Bramanti è il volto adatto per la Lega a Messina, perché è un volto nuovo dal punto di vista politico e la Lega cerca persone come lui,  nate e cresciute tra la gente, attaccate al territorio”.

Quali sono invece i vostri rapporti con l’onorevole Lo Monte?

Lo Monte per noi è un padre politico. Lo abbiamo conosciuto a febbraio prima dell’incontro con  Salvini alla Camera di Commercio di Messina e ci ha accolto come fossimo di famiglia. Lo Monte, tra l’altro, è anche è il primo leghista siciliano a Roma”.

Cosa ne pensate invece del sindaco di Messina e dell’attuale consiglio comunale?

De Luca è un ottimo comunicatore, oltre che un uomo dalla grande esperienza politica. È stato eletto sindaco perché la città aveva bisogno di un uomo in grado di fare la rivoluzione e che avesse anche esperienza politica. Il nome di Bramanti purtroppo è stato subito accostato a quello di Genovese e questo ha influito parecchio. Questo consiglio comunale invece per noi è l’espressione del sentimento nazionale: i cinquestelle sono senza esperienza, cosi come si sta vedendo al governo centrale. Ritornando al sindaco, ancora è troppo presto per giudicare il suo operato, al momento ha toccato un po’ tutto ma aspettiamo di vedere qualcosa di concreto”.

In futuro Messina potrebbe avere un sindaco leghista?

“Sì, del resto i sindaci leghisti in Sicilia esistono e sono sindaci che hanno portato più sicurezza e maggiore tutela del cittadino, migliori servizi e una valorizzazione della territorialità. Tutti cavalli di battaglia della Lega. A Messina serve  un sindaco che faccia ritornare i bambini a giocare nelle piazze e nelle strade. Troppi quartieri della città sono invivibili, sia dal punto di vista della sicurezza che per il degrado”.

Messina non è una città sicura?

No.  Per la sicurezza in città andrebbe istituita la figura del poliziotto di quartiere, una figura coadiuvi le forze dell’ordine durante i servizi di controllo. Il poliziotto di quartiere potrebbe essere un ex poliziotto in pensione, deve essere una persona addestra e potrebbe essere utilizzata nei quartieri più pericolosi.

Come  vedete la Lega Giovani a Messina fra cinque anni?

“Diffusa un po’ ovunque, con una nuova classe dirigente nelle scuole, come consulta, al senato accademico e nei dipartimenti dell università. Come Lega siamo ben strutturati nel territorio siciliano, uno dei nostri obiettivi, del resto, è formare la nuova classe dirigente dei giovani.

All’inizio dell’intervista vi siete definiti dei giovani coraggiosi, perché?

Perché siamo i primi ragazzi a rappresentare la Lega a Messina. E perché abbiamo abbracciato la proposta di Salvini per il Sud all’ inizio, quando non ci credeva nessuno. Siamo coraggiosi nel rapportarci con tutti sempre a testa alta e senza pregiudizi o timori. Noi siamo fuori dagli schemi, non ci identifichiamo nei modi di fare degli altri movimenti. All’inizio tutti ci guardano dall’alto verso il basso. Ma la rivoluzione che ha iniziato qui Salvini sta già portando i suoi frutti, la gente ci riconosce e ci apprezza. Noi siamo una ventata di novità”.