Stato di emergenza a Messina: il Governo risponde picche a De Luca

Niente stato di emergenza per Messina, De Luca: "la Protezione civile ha detto no. Ma c'è l'ok per un tavolo al Ministero dell'Ambiente per bonificare le aree del Risanamento"

Il Governo risponde picche allo stato di emergenza per Messina. A dare la notizia è lo stesso sindaco della città dello Stretto da ieri in missione a Roma per “salvare la città”. Secondo quanto riporta il sindaco sulla sua pagina facebook, stamattina De Luca si è presentato al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, senza preventivo appuntamento: De Luca, avrebbe fatto pressioni per essere ricevuto. Ecco cosa racconta il sindaco:

Dopo 10 m mi hanno fatto salire al terzo piano, accompagnato dagli assessori Carlotta Previti e Salvatore Mondello, e siamo stati ricevuti dal capo dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli gran persone perbene ed altamente professionale.

Ci siamo parlati con chiarezza !

Borrelli ha affermato che lo stato di emergenza, ai sensi della normativa vigente, può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali, oppure per eventi connessi all’attività dell’uomo, che per intensità ed estensione devono essere fronteggiati con immediatezza di intervento con mezzi e poteri straordinari. Può essere dichiarato anche in caso di calamità naturali o gravi eventi all’estero ma comunque riferibile ad eventi non programmabili. Ciò non significa che non sia stato chiarito come le baracche di Messina non siano una condizione emergenziale ma, per la necessità di risanamento degli ambiti si poteva (e doveva!!!) intervenire con una programmazione ordinaria (visto il notevole lasso di tempo intercorso sino alla data odierna). Il lassismo e l’inerzia hanno determinato una condizione emergenziale che, a causa delle normative vigenti , non può essere trattato come evento emergenziale ma, che in realtà, è una condizione emergenziale non affrontabile dalle normative che disciplinano la protezione civile”.

“In tale contesto- prosegue De Luca- si possono invece ottenere i fondi dal ministero dell’ambiente per il risanamento ambientale cioè circa 50 milioni di euro ma per il resto ci deve pensare il comune e la regione siciliana oppure una legge speciale dello Stato. Nei prossimi giorni ci sarà notificata formalmente la decisione che mi è stata anticipata verbalmente oggi. Siamo rimasti che la prossima settimana saranno avviate le procedure per definire presso il ministero dell’ambiente il tavolo tecnico per l’erogazione dei fondi inerenti l’emergenza ambientale. Ancora attendo che la grande politica mi faccia avere notizie! Ne prendo atto e vado avanti per la mia strada. Mi dispiace che abbiamo perso quasi un mese di tempo. Ora pensiamo a recuperare assegnando i primi 600 alloggi (circa 500 già individuati sul mercato e 100 realizzati nell’ambito del risanamento)”.

Non vi nascondo che un po di amarezza c’è- commenta qualche minuto dopo  il sindaco in un video- Ma non mi scoraggio, già sapevo che il percorso sarebbe stato molto difficile e pericoloso. Sapevo che ci sarebbe stato e ci sarà un  un plotone di esecuzione contro di me. Andremo avanti a modo nostro, la Regione dovrà darci i fondi. Se già entro quest’anno riusciremo ad assegnare 600 alloggi faremo quello che la politica non ha fatto in 28 anni“.