Messina, strategie e colpi di scena del sindaco dimissionario. De Luca rompe il silenzio, ma rilancia la solita solfa: “Vado via perché non ho la maggioranza”

Il sindaco di Messina annuncia dimissioni: "Vado via perché non ho maggioranza in consiglio, nessun interesse a mantenere la carica di onorevole regionale"

Ennesimo annuncio shock (o show?) del sindaco di Messina Cateno De Luca. Stamattina il primo cittadino ha pubblicato sulla sua pagina fb la lettera di dimissioni dalla carica di sindaco. Il documento è stato inviato al segretario generale del Comune e al presidente del Consiglio Comunale Cardile, al quale De Luca ha chiesto la convocazione di tutta l’aula il prossimo 6 ottobre con all’ordine del giorno l’esame della “Relazione di inizio mandato” del sindaco, “Misure indifferibili e urgenti” a salvaguardia degli equilibri economico-finanziari del Comune e delle partecipate ed anche le dimissioni del sindaco. Due giorni dopo, cioè l’8 ottobre , salvo ulteriori colpi di scena, De Luca deporrà la fascia di sindaco. Difficile dire se si tratti dell’ennesima provocazione del sindaco sceriffo o di una precisa volontà dettata da precise esigenze, politiche e non. Domenica prossima, come già in precedenza annunciato, De Luca terrà in comizio in piazza in cui racconterà fatti “che molti fingono di non conoscere”. Sull’annuncio di oggi, il primo cittadino ha commentato: “Ho fatto il passo successivo a quello che era l’annuncio oggi ho protocollato le dimissioni quindi ognuno si prendera’ le proprie responsabilita‘”. E, ancora: “Ho chiesto al presidente del consiglio di fare un apposito consiglio, se lo vorra’ fare allora si andra’ avanti perche’ finalmente si e’ usciti dal clima della recitazione ed ognuno si prendera’ le proprie responsabilita’, diversamente le mie dimissioni sono presentate“. E sulla seduta di consiglio il sindaco annuncia che sottoporrà al consiglio un pacchetto azioni su cui il civico consesso dovrà esprimersi con un si o con un no e dichiara di volere “un dibattito senza veli sulla relazione di inizio mandato dove sono scolpite tutte le varie questioni che abbiamo gia’ detto“. All’ordine del giorno anche le sue dimissioni, che saranno determinate “da cosa vuol fare il consiglio comunale“. Il sindaco rimanda al mittente le accuse di chi in tutta questa vicenda crede che De Luca abbia interesse a mantenere la poltrona all’Ars: “potrei continuare anche a stare cosi’ per tutta una serie di problemi dell’Ars non miei, ma i tempi ormai sono definiti e non sono condizionati da questa storia“.

La questione sarebbe invece legata alla mancanza di maggioranza a Palazzo Zanca e i rapporti con il consiglio comunale. Nonostante De Luca finora abbia sempre incassato il consenso dei 32 consiglieri, eccezion fatta per la seduta di ieri sera nella quale comunque i consiglieri hanno manifestato massimo impegno a collaborare con il sindaco, il primo cittadino afferma che il problema è di carattere tecnico, cioè che tra gli scranni non c’è neanche un consigliere e rilancia una solfa già sentita, ma che non regge: “Se ci fosse stato un supplemento di fiducia non saremmo stati in queste condizioni, perche’ il problema e’ tecnico. Ringrazio sempre gli elettori che mi hanno portato in modo risicato al ballottaggio e poi al plebiscito che c’e’ stato, ma io l’ho detto in campagna elettorale che avevo bisogno del mio consiglio comunale, l’ho detto in tutte le salse, anzi ho detto in campagna elettorale che se non ritenevano di darmi la maggioranza in consiglio comunale di non votarmi”.