Il food invade la TV e domina il web, rivoluzionando la nostra relazione con il cibo e le scelte alimentari. Una grande mole di informazioni ‘a portata di click’, sempre più emozionali, improntate ai concetti di bellezza e salutismo ad ogni costo, dominate da falsi miti e soluzioni prive di evidenze scientifiche che mettono a rischio la salute dei cittadini. Anche perché 7 italiani su 10 mostrano uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, nel 19% dei casi addirittura inadeguato. A delineare questo scenario è l’ANDID, l’associazione nazionale dei dietisti, nel corso di un evento che si è svolto oggi a Roma, alla presenza di esponenti di istituzioni sanitarie e società scientifiche, per sottolineare l’urgenza di riportare al centro del dibattito pubblico il tema della cultura alimentare, riconducendo il discorso sul cibo su basi scientifiche e di qualità. Un percorso che vede in prima linea i dietisti, i professionisti della salute che si occupano di alimentazione, nutrizione e dietetica a 360 gradi, dalla prevenzione alla cura.

“È solo con la professionalità che si può contrastare la disinformazione e promuovere consapevolezza e responsabilità nelle scelte di salute, anche sfruttando le opportunità offerte dalla Rete. C’è bisogno di veicolare messaggi chiari e comprensibili, in grado di conquistare l’attenzione dei diversi pubblici, per non lasciare vuoti comunicativi e far sì che i cittadini scelgano di affidarsi solo ad interlocutori competenti per orientare i propri comportamenti alimentari”, dichiara Marco Tonelli, presidente ANDID. “I dati emersi dagli studi – prosegue – evidenziano la necessità che l’alimentazione torni ad essere una priorità nelle politiche sanitarie e dell’istruzione, strategia fondamentale per limitare le disuguaglianze e migliorare le condizioni di salute della popolazione, con ricadute positive anche sulla riduzione dei costi sociosanitari”.
Nell’ambito della riflessione, che coinvolge l’intero mondo della salute pubblica, dell’istruzione e dell’università, sulle strategie per ridurre le diseguaglianze e promuovere l’empowerment dei cittadini nelle scelte alimentari, è emersa dall’incontro la necessità di fare chiarezza sui ruoli e le competenze dei diversi professionisti che operano nella vasta e complessa disciplina della scienza della nutrizione. “Diversamente – conclude il Presidente ANDID – si rischia di generare confusione, in uno scenario comunicativo già di per sé complesso e ipertrofico nei discorsi sul cibo, e di trasmettere una visione semplicistica della nutrizione e della dietetica, con ripercussioni negative sulla salute collettiva. La recente istituzione dell’Ordine e dell’Albo dei dietisti, che completa il riconoscimento giuridico delle professioni sanitarie, va proprio nella direzione di una maggiore tutela dei cittadini, oltre che degli stessi professionisti, contro il proliferare di figure, più o meno qualificate, che si ergono a punti di riferimento nel campo della nutrizione, non di rado inducendo a scelte di salute inadeguate”.
