
Si è, poi, soffermato sulle due possibili etimologie del nome dato a questa montagna, grecanica e latina, propendendo per quest’ultima in considerazione della sua asperità. Non ha tralasciato di accennare ai vari flussi migratori che hanno influenzato questa realtà territoriale contaminandone cultura e tradizioni, come la parlata grecanica di alcuni paesi dell’isola ellenofona della Calabria. Ha concluso la sua narrazione parlando del Parco Nazionale d’Aspromonte, uno dei più suggestivi e grandi Parchi naturali del Sud d’Italia. Nato per la tutela e la salvaguardia del territorio, è stato oggetto di progetti finalizzati a porlo al centro del suo sviluppo, come i campi di volontariato per i giovani, l’istituzione della prima rete dei Musei del Parco, le iniziative per accompagnare i pastori a diventare eco pastori di “Quando fu il giorno della Calabria” rendendoli responsabili delle terre loro affidate. Lo scroscio di applausi che ne è seguito ha sancito l’apprezzamento del pubblico per la dotta e coinvolgente relazione. La socia Anna Maria Delfino, nelle sue conclusioni, ha dichiarato che ci si deve sentire orgogliosi di possedere un patrimonio di tale portata, eccezionale per natura, storia, cultura, che stimola ad approcciarsi a questa montagna con maggiore consapevolezza. I rinnovati ringraziamenti al prof. Bombino da parte della presidente Giovanna Ferrante con l’invito ad un ulteriore incontro hanno concluso la conferenza.
