“Si è tenuto oggi presso la Prefettura di Reggio Calabria il tanto da Noi agognato Tavolo tecnico sulle criticità dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Già il fatto di aver dovuto ricorrere all’intervento di S. E. il Prefetto per riuscire ad avere un dialogo con la controparte sindacale la dice lunga sull’atteggiamento dispotico e la considerazione che l’attuale Governance dell’Azienda ha delle relazioni sindacali in generale”. Lo afferma in una nota la FIL, Federazione Italiana Lavoratori, a seguito del Tavolo tecnico riunito per trattare la criticità della situazione dell’Azienda Sanitaria Provinciale. “Per la Fil erano presenti in delegazione il segretario generale Giuseppe Martorano, il suo vice Sergio Marino, il segretario provinciale per la Sanità Franco Barillà e il segretario regionale Alfredo Curia. L’Azienda è stata rappresentata dalla sola dott.ssa Angela Minniti stante l’impossibilità del Direttore Generale Giacomino Brancati. Per la Prefettura erano presenti le dott.sse Salvo e Iannò. Lo diciamo fin dal subito: abbiamo confermato immediatamente il nostro stato di agitazione stante il perdurare del silenzio, colpevole, dell’Azienda su tanti temi da noi sollevati relativi a prerogative dei dipendenti e degli utenti. Sul tavolo i temi da trattare erano tanti e di tale peso da non poter certo essere sviscerati in un paio d’ore, ne tanto meno ci aspettavamo risposte concrete dall’Azienda dato che stiamo parlando di problematiche talmente datate da aver trasformato l’emergenza in prassi.
Di fatto l’Azienda, attraverso alcune righe indirizzate dal direttore generale Giacomino Brancati e lette dalla dott.ssa Minniti, ha provato solo a dare rassicurazioni sul pagamento di alcune indennità, chiarendo come siano in corso i riconteggi delle presenze per il saldo dei buoni pasto del 2015 e l’acconto per il 2016; ha rimandato alla contrattazione integrativa, successiva al prossimo rinnovo delle RSU, la discussione sulla riqualificazione del personale; ha ribadito come il mancato pagamento della produttività sia dovuto al forte ritardo nella sottoscrizione del contratto integrativo. Dunque l’Azienda ha inteso provare a rispondere solo su alcuni aspetti economici, peraltro senza poter aggiungere alcun elemento di novità rispetto all’evidenza di colpevoli ritardi da parte propria, ma tentando così di sminuire la portata delle nostre osservazioni che maggiormente si incentravano su una gestione amministrativa schizzofrenica, senza alcun tipo di programmazione, incurante delle prerogative di dipendenti e soprattutto insensibile alle reali esigenze degli utenti della sanità provinciale. Ne tanto meno abbiamo trovato alcun conforto nell’atteggiamento dei rappresentanti delle massima Istituzione di Governo che ci ospitavano, chiaramente irreprensibili sotto il profilo del ruolo istituzionale, ma che nessuna “empatia” hanno mostrato di fronte all’evidenza di “abusi” e “soprusi” perpetrati ai danni non solo dei lavoratori dell’Azienda ma, ben più grave, di tutti i cittadini della città metropolitana: siamo stati più volte invitati a sostenere le nostre tesi nelle sedi opportune, cosa che peraltro abbiamo ripetutamente fatto, segnalando e denunciando senza far sconti a nessuno, mentre speravamo in un più forte richiamo alla trasparenza, al dialogo e alla legalità. L’azienda si è comunque impegnata a dar seguito alle nostre richieste, anche con impegno personale della dott.ssa Minniti, e la Fil vuol credere che sia possibile un cambio di passo anche se lo riteniamo quasi impossibile data la “pochezza” amministrativa dimostrata dagli attuali vertici aziendali”.
