
Nello scenario multiforme che dalla penisola greca e dalle isole dell’Egeo si estese – per effetto di migrazioni – al Mediterraneo e al Mar Nero, Atene e Sparta incarnarono le due concezioni più antitetiche di cultura, di società e di governo. Tuttavia, il filo conduttore comune di tutte le esperienze, anche le più contrapposte, fu lo spirito laico illuminista della polis, il passaggio che essa in vari modi rappresentò dal regno del mito alla sovranità della ragione. Nello straordinario laboratorio i nostri progenitori furono i primi a inventare o rielaborare una molteplicità di conoscenze in uno spettro ampio di attività (la filosofia, la storia, la geografia, il teatro, la medicina, la matematica, la geometria) ed a sviluppare a livelli eccelsi tutte le forme d’arte. Furono i primi ad immaginare e sperimentare le più svariate forme di governo e di stato (dall’oligarchia alla tirannide e alla democrazia); i primi a riflettere sulla politica, a osservarla, a descriverla e commentarla elaborando teorie di scienza politica; i primi a ideare e organizzare i partiti come strumenti della lotta politica munendoli di programmi, linee di comportamento ed in talune fasi di strategie di vasto respiro. Tuttavia si è fatta e si fa tanta confusione nell’interpretazione e nella presentazione dell’apporto fondamentale della civiltà ellenica al cammino dell’umanità.
