Il contesto scuola, che da sempre ha il compito di educare e formare gli alunni, ha subìto drasticamente una sorta di ribaltamento dei ruoli, è il caso ad esempio dell’episodio verificatosi in un istituto tecnico di Lucca: “Mettimi 6 e inginocchiati”, queste le parole con cui un alunno si è rivolto al proprio insegnante davanti ad una classe di ragazzini divertiti e totalmente inconsapevoli della drammaticità di quanto stesse accadendo; un’aggressività verbale e fisica che rendono palese il grave disagio sociale, che potrebbe ricondursi a un cambiamento di approccio del sistema scolastico stesso, più accondiscendente e troppo aperto nei confronti degli studenti.
Ma gli episodi non si limitano solo al contesto scolastico, la violenza giovanile si sviluppa anche nei rapporti extrascolastici tra coetanei; un esempio recente di estrema gravità che non deve passare inosservato si è verificato a Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria, un giovane è stato accoltellato nei pressi dell’I.I.S Nostro-Repaci, il ragazzo vittima di violenza è stato prima rincorso da alcuni suoi coetanei che lo inseguivano armati di bastoni e successivamente è stato accoltellato. Accoltellato. Vicende di questo tipo si verificano ormai troppo spesso, atti di bullismo e violenza estrema destinati a ragazzi, ragazze, adulti, che suscitano paura e indignazione e fanno riflettere su una questione delicata: come sia possibile che anni di evoluzione stiano portando all’antitesi di una regressione umana e morale difficile da interpretare, gestire e prevenire.
