
La maternità in adolescenza blocca così lo sviluppo personale ed economico della ragazza e, nella maggior parte dei casi, si traduce in minor cura e opportunità per i figli. Tendenzialmente, i figli di madri adolescenti sono più soggetti a non ricevere alimentazione, cure parentali e istruzione adeguate, vivere in condizioni disagiate, diventare vittima di abusi ed eccedere in comportamenti a rischio e violenti. Investire nell’istruzione secondaria rappresenta un potente motore per garantire il progresso sociale, civico ed economico della ragazza adolescente. In particolare, educazione sessuale (sesso protetto, metodi contraccettivi), familiare e alimentare sono essenziali per ridurre i rischi per salute e benessere delle giovani generazioni, attuali e future. Evitare la gravidanze prima dei 20 anni significa:
– ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute riproduttive materna (evitando gravidanze ravvicinate, gravidanze non programmate e aborti volontari con assistenza non sicura);
– combattere HIV e malattie sessualmente trasmissibili; ridurre il rischio di malattie cronico-degenerative (obesità, diabete, malattie cardiovascolari) nel breve e lungo termine;
– spezzare il ciclo di malnutrizione e povertà.
Evitare una gravidanza precoce significa così prolungare l’istruzione, promuovere la parità dei sessi, l’autonomia e la partecipazione attiva nella società delle donne.
Un’adolescente istruita è in potenza una donna indipendente e libera, che possiede le conoscenze adeguate per compiere scelte consapevoli e responsabili per inserirsi nel mondo del lavoro, costruendosi il proprio futuro e realizzandosi come individuo e come cittadino.
Una donna forte e libera è il motore per una società migliore e democratica, perché i “suoi” valori con il suo esempio verranno trasmessi ai figli. Non stupisce così che focalizzarsi sulla tutela dei diritti fondamentali delle adolescenti sia diventato punto centrale delle agende sanitarie di moltissimi organismi internazionali (UNICEF, WHO, UNFPA, UNAIDS, UNESCO) del mondo scientifico (The Lancet Commission on Adolescent Health and Wellbeing, 2016) e del settore non-profit (come ad esempio l’“Every Woman Every Child”). Investire sulle giovani donne sembra essere il metodo più efficace per interrompere il ciclo inter-generazionale di malnutrizione, malattie, povertà, discriminazione di genere e ingiustizia sociale.
L’origine della violenza contro le donne può essere quindi rintracciata anche nei Paesi più sviluppati nella negazione/non considerazione dell’infanzia e dell’adolescenza. Oggi che si celebra la “Festa della donna”, giriamo il nostro sguardo intorno e pensiamo che tutte le giovani adolescenti che ci circondano hanno il diritto di diventare donne adulte e consapevoli e che tale diritto passa attraverso in primo luogo l’istruzione e il clima culturale. I tabù socio culturali e la mancanza di istruzione – anche sessuale – delle adolescenti sono perciò tutti gli effetti un’intollerabile violazione dei diritti delle donne.
Enrico Mario Ferrazzi è Presidente della Fondazione Cure Onlus, per la cura della donna. Professore Ordinario e Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia Clinica Mangiagalli (Ospedale Policlinico di Milano) a Milano. Dal 2017 è Responsabile della Sezione “Salute” di Ama Nutri Cresci.
Cristiana Berti è un’esperta in nutrizione. Ha collaborato a progetti di ricerca a livello internazionale con diverse università e organizzazioni internazionali, tra cui WHO, Università di Milano e Università di North-West University in Sud Africa, per cui ha lavorato per 2 anni.
Ama Nutri Cresci completa la riflessione sul ruolo della Festa della Donna oggi con un approfondimento del Prof. Enrico Ferrazzi (Primario Mangiagalli Milano) e Cristiana Berti (ricercatrice ed esperta in nutrizione) sulla difesa dell’adolescenza come strumento per tutelare i diritti delle donne adulte. Nelle scorse settimane con Nicla Vassallo e Sabino Maria Frassà Ama Nutri Cresci ha approfondito la storia della Festa delle Donne e l’origine del dramma della violenza contro le donne.
