
Sulla questione pretende chiarezza il consigliere comunale Santi Daniele Zuccarello, che, a fianco del direttore di ArcheoMe, Francesco Tirrito, è in prima linea per la riqualificazione del sito e delle bellezze architettoniche di Messina abbandonate al degrado. “Villa De Gregorio era una zona ex risanamento- dice il consigliere ai microfoni di StrettoWeb. Dopo lo sbaraccamento i cittadini adesso hanno il diritto di sapere dove sono finiti i fondi per la riqualificazione e per quale ragione i lavori sono stati interrotti“. Eppure l’area ha un enorme potenziale attrattivo, dal momento il parco ospita un imponente “Ficus Magnolioides”, il secondo esemplare in Italia, dopo quello dell’Orto Botanico a Palermo. Zuccarello sollecita quindi il riavvio dei lavori e propone: “Potremmo liberarci di questo degrado recuperando l’area e dando vita a un museo“. Della stessa opinione il direttore di ArcheoMe, Francesco Tirrito: “Davanti a bellezze come queste ci rendiamo conto che ancora a Messina esistono reperti monumentali che dovremmo tutelare e restituire alla cittadinanza. Ciò– precisa- non è un obbligo che riguarda gli enti pubblici, ci si potrebbe affidare anche ad enti privati, purché siano messi nelle condizioni di poter investire. Putroppo-conclude il direttore di ArcheoMe– è innegabile che in Sicilia è quasi impossibile per un privato riuscire a monetizzare con i beni culturali. Eppure finanziare la riqualificazione di quest’area di Giostra sarebbe un toccasana per l’economia della città“.
Di seguito le interviste rilasciate ai microfoni di StrettoWeb dal consigliere Zuccarello e dal direttore di ArcheoMe:
