
“Una triste realtà fatta di violenze fisiche e psicologiche, di minacce ed aggressioni – raccontano gli inquirenti – Oltre al pesante quadro probatorio delineatosi, le indagini hanno purtroppo evidenziato anche un inquietante clima di omertà tra i parenti stessi della donna, i quali, in una malintesa ed arcaica concezione patriarcale degli assetti familiari, hanno tentato di minimizzare l’accaduto e di sviare le indagini degli inquirenti“.
Il difficile contesto in cui si è operato, tuttavia, non ha impedito di raccogliere gli elementi di prova su cui poggia il provvedimento restrittivo eseguito, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari Alfonso Malato. La vittima, all’indomani della denuncia, era stata subito trasferita, assieme ai figli, in una località protetta. Per l’indagato, invece, si sono aperte le porte del carcere “Petrusa” di Agrigento. (AdnKronos)
