
Vincenzo era un appassionato giocatore di “totocalcio”, dedicava il tempo, tra un taglio ed una barba, a fare pronostici assieme ai suoi amici, giovanotti del paese. Compilavano la schedina 1, 2, X, tra un mare di discussioni e di “liti” calcistiche: vince il Milan, la Juventus o l’Inter, la Spal, il Novara, o il ….? Fu li che anche noi bambini imparammo a cosa serviva una schedina.
Tutti i lunedì mattina il salone era chiuso, il pomeriggio, invece, Vincenzo si dedicava alla pulizia della bottega. Quel lunedì pomeriggio, vidi Vincenzo scendere dall’autobus, portava con se un cartone, all’apparenza pesante, lo aveva legato con lo spago, riproducendo il manico di una valigia per poterlo trasportare.
Appena mi scorse mi chiamò “vieni che ho portato il giornale”. Mi accomodai sulla poltrona con le gambe penzoloni a leggere il giornale, mentre Vincenzo scartava la scatola. Tirò fuori un pennello da barba nuovo, dei pettini, le forbici ed i rasoi che aveva portato a molare, del sapone ed altre chincaglierie. Poi tirò fuori una quantità enormi di schedine. Era la prima volta che vedevo tutte quelle schedine assieme, esclamai: ma quante ne giochi!?!… Vincenzo abbozzò un sorriso poi mi invitò a tornare il pomeriggio seguente, che mi avrebbe fatto vedere quante ne giocava ogni giorno.
Il pomeriggio seguente mi presentai puntualissimo all’appuntamento. Vincenzo scostò la tendina del retrobottega e mi fece guardare dentro un secchio, era pieno di schedine sporche di sapone da barba … le usava per tirare via il sapone dal rasoio.
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