
Costante compagno, interlocutore, amico, specchio e conforto per Danae è il mare, salvifico anche quando è apparentemente impietoso.
In scena, la protagonista è accompagnata da un quartetto d’archi che esegue la musiche originali di Filippo La Marca. Il tutto incorniciato dalla preziosa location immersa nel verde (in contrada Piano Torre sulla riviera tirrenica del Comune di Messina), il suo affaccio a mare e le luci del tramonto.
Regia e drammaturgia di Auretta Sterrantino, con Marialaura Ardizzone, musiche eseguite dal vivo da Erica Cardullo e Mariacarla Vicinanza (violino), Elena Currò (viola), Eleonora Venuti (violoncello).
«“Naufragio” – dice Aruetta Sterrantino – è la metafora della lotta per la libertà e il diritto di esistere; la metafora della vita che cerca la vita; la metafora della gioia di vivere immersi e compenetrati in ciò che ci circonda che si scontra con l’egoismo di chi vive solo per autocelebrarsi, mantenere intatto il potere e continuare la propria esistenza secondo leggi di discendenza rigide e preordinate».